Riceviamo e pubblichiamo la difesa d’ufficio del sindaco Michelini inviata dalla segreteria generale della Cgil – Oggi avremmo preferito leggere sulle pagine dei giornali sia quelli stampati, sia quelli online, della manifestazione di “scarpe rosse contro il femminicidio” del suo significato, di tutte le simbologie usate per rappresentare un dramma di tante donne uccise, di altre che solo per pura fortuna non sono ancora morte e di tutte quelle donne che pur subendo violenze non hanno potuto aggiungere le loro scarpe alle tante altre poggiate in terra.
Dei drammi raccontati dalle artiste che si sono alternate con brani, poesie e racconti toccando nel profondo la nostra sensibilità di donne e uomini che da sempre hanno affermato e combattuto per i principi del rispetto tra differenze di genere.
Avremmo voluto che fosse emersa la volontà delle tante donne che si sono messe a disposizione, con fatica, convinzione, determinazione per raccogliere oltre mille paia di scarpe.
La cosa certa è che per debellare questa piaga sociale, c’è bisogno di tutte e tutti che in modo trasversale se ne facciano carico, e che le Istituzioni siano parte fondamentale per arrivare ad un cambiamento culturale, che sicuramente prevede un lungo cammino, ma che attivando le giuste sinergie, sociali ed economiche, è possibile e doveroso intraprendere in maniera più incisiva.
Abbiamo apprezzato che a Viterbo il sindaco Leonardo Michelini abbia dato fin da subito la propria disponibilità, sia per l’adesione al progetto sia per l’organizzazione, sia intervenuto alla manifestazione, abbia parlato di vicinanza e di sensibilità verso questo annoso problema e di collaborazione al di là della presenza di una giornata, e che abbia concluso il suo intervento apponendo scarpe rosse in terra, vicino alle tante altre che volgevano proprio verso il comune.
Erano presenti anche alcuni consiglieri comunali e assessori.
L’episodio che ha mortificato e deviato il vero significato della giornata è quanto accaduto per la presenza oltre che nostra, anche delle macchine d’epoca che ha veramente dell’incredibile, e ci stiamo domandano, perché i vigili intervenuti, appurato il loro abusivismo non siano stati così solerti a far sgomberare la piazza come invece lo sono sempre? Perché abbiamo dovuto aspettare oltre un’ora affinché ciò avvenisse? Perché è dovuto intervenire il sindaco?
Ritengo per questo, ingiustificate e gratuite le accuse e le offese che sono state mosse al sindaco, accuse che vanno ben oltre la civile opposizione politica.
Miranda Perinelli
Segretaria generale Cgil Viterbo
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