(g.f.) – Unione, i tempi per riaprire il teatro comunale si allungano.
Entro l’anno saranno ultimati i lavori agli impianti e alla pavimentazione, ma nel frattempo sono venuti allo scoperto problemi al tetto. A una o più capriate.
Se confermati, agibilità a rischio, così come la riapertura. Chissà per quanto tempo.
“La parte di lavori che interessa l’impiantistica è a buon punto – spiega il sindaco Michelini – entro l’anno arriverà a conclusione. Ma per riaprire al momento non ci sono certezze, perché è stata individuata una capriata che a quanto pare presenterebbe problemi dal punto di vista statico, quindi servirebbe necessariamente un intervento di recupero.
Mi domando come mai si sia provveduto a rifare gli impianti e a non controllare l’intera struttura, se avesse avuto bisogno d’interventi.
Detto questo, va comunque precisato che per avere un’idea precisa sul reale stato della copertura del teatro sarà necessario il sopralluogo di un ingegnere.
Mi auguro che la riapertura dell’Unione possa avvenire nel minor tempo possibile, ma non so se sarà possibile. Adesso interverremo, cercando di stringere i tempi”.
Tutto dipenderà dall’entità dell’intervento: “Se si tratta solo di una capriata – continua Michelini – il problema si risolve in poco tempo con cifre contenute.
Ci sono metodi innovativi, come l’inserimento di fibre di carbonio a integrazione del materiale esistente, con cerchiature, senza il bisogno di smantellare tutto, ma dobbiamo aspettare l’intervento di un esperto tecnico che faccia una perizia, la prossima settimana”.
Cauta l’assessora ai Lavori pubblici Raffaela Saraconi: “Al momento è un qualcosa – osserva Saraconi – che è stato notato a vista e sembra leggermente spostato, serve un sopralluogo prima di capire se è necessario intervenire o meno”.
Preoccupato il collega alla Cultura Giacomo Barelli. Pure quest’anno la stagione teatrale sarà itinerante.
“Se i problemi al tetto saranno confermati – osserva Barelli – anche una volta ultimati i lavori, la struttura non sarà agibile, quindi sarà necessario prestare la massima attenzione per trovare una soluzione. Soprattutto su dove reperire i fondi necessari”.
Su Facebook il movimento di riferimento dell’assessore, Viva Viterbo, ha dato vita a una mobilitazione online, vista l’entità della cifra che potrebbe servire, fra i 300 e i 400mila euro.
Prendendosi qualche critica per un messaggio dal sapore tanto elettorale e poco pratico da una forza di governo. Almeno il problema è stato sollevato. Trovare una soluzione, sarà tutta un’altra storia.
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