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Viterbo - Provincia - Dodici sì non bastano per eleggere il presidente del consiglio, decisivo il no di Meraviglia e Galli (Udc)

Bigiotti bocciato, per un voto salta l’elezione

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Francesco Bigiotti

Francesco Bigiotti 

(g.f.) – Niente da fare, saltata l’elezione del presidente del consiglio.

Francesco Bigiotti non ce la fa. Con dodici voti a favore e otto astenuti, l’elezione salta. Serviva la maggioranza qualificata, tredici voti.

Pesano le astensioni di Galli e Meraviglia (Udc). La minoranza si è astenuta, con Palozzi che è uscito. La provincia rimane senza consigliere e con il gruppo Udc che non trovando un’intesa si spacca, con Meraviglia che passa al gruppo misto.

Ma c’è anche un giallo che riguarda il consigliere Francola (Idv). Il voto che mancava sarebbe dovuto arrivare da lui.

Sentito poco prima della votazione si è detto disponibile per chiudere una volta per tutte la partita della presidenza, ma al momento di esprimersi, ha optato per l’astensione.

Da luglio il posto è vacante e oggi se possibile, la situazione è peggiorata, con il partito di centro che a palazzo Gentili si spappola, situazione con cui la maggioranza dovrà fare i conti. 

Francesco Bigiotti, amico di tutti, ma quando si va al voto, in molti gli voltano le spalle.

Le attestazioni di stima al sindaco di Bagnoregio arrivano tanto dall’opposizione quanto dalla maggioranza, a partire da chi è vicino a lui, i due Udc Meraviglia (uscito dal gruppo) e Galli.

Ma l’amicizia è una cosa e la politica altro, a quanto pare. Quindi ti stimo, ma non ti voto. Sei in gamba, ma mi astengo.

E’ il senso del dibattito emerso in una seduta di consiglio provinciale surreale. Federico Grattarola capogruppo Pd, si domanda come mai sia stato inserito all’ordine del giorno il punto sulla nomina del presidente, quando non c’è l’intesa.

“Mentre le province vanno verso un inesorabile declino – osserva Grattarola – noi perdiamo tempo per la nomina del presidente del consiglio. Dovremmo vergognarci”. Mantuano prova a chiedere un voto dalla minoranza, un atto di responsabilità, ma Angelelli replica: si proponga Urbanetti (Pdl) o Cataldo (FdI), che rappresentano la zona civitonica.

La maggioranza ringrazia, ma declina l’invito. “Non avremo difficoltà a votare un nostro rappresentante – osserva Capitoni (Pdl) – ma ci sono accordi politici, anche sbagliati, già presi”. C’è anche spazio per un duro botta e risposta tra Battisti (Pd) e il presidente Marcello Meroi.

Laura Allegrini (Pdl) prova a mettere pace, facendo uno spot per Bigiotti: “Può lavorare nel migliore dei modi – osserva Allegrini – per il territorio e tanto per la maggioranza quanto per l’opposizione”.

Maurizio Palozzi (Pd), però fa presente che nessuno ha chiesto all’opposizione cosa ne pensassero. E poi: “Non ci potete chiedere di togliervi le castagne dal fuoco – spiega Palozzi – non è possibile votarlo, il nostro ruolo è diverso”.


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22 ottobre, 2013

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