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Viterbo – “C’è da lavorare molto, ma ho le idee chiare”.
Sergio Pirozzi non lascia spazio allo sconforto per il misero pareggio in casa della sua Viterbese contro il Fregene, fanalino di coda della classifica del girone.
Un risultato che ha lasciato i tifosi delusi perché ormai abituati, forse anche troppo abituati, a vittorie piene con tanto di goleada contro chiunque si presentasse carico di aspettative sul campo del Rocchi.
Ma i tifosi hanno sopportato periodi ben più cupi e non sarà certo questo ad allontanarli dalla maglia Gialloblù. Discorso molto diverso, semmai, per quanto riguarda la dirigenza.
I Camilli, il presidente Vincenzo per primo, hanno già espresso tutto il loro disappunto e sono esplosi in una furia difficilmente contenibile nei confronti di tutto lo spogliatoio.
A Pirozzi, freschissimo di nomina, non gli è stato ancora imputato nulla, ma è implicito spiegare che da questo “impasse” bisognerà uscire il prima possibile e che lui è quello che deve accompagnare per mano la squadra fuori dal tunnel.
Lui, per ora, non sembra preoccuparsi troppo. O almeno riesce a mascherarlo bene.
“Quella di ieri non è stata una buona gara – esordisce senza mezzi termini Pirozzi -. E’ inutile nascondersi dietro a un dito. Ma dobbiamo guardare avanti e io ho già le idee molto chiare su quello che devo fare”.
Di strada da percorrere ce n’è tanta e cullarsi sugli allori di un inizio di campionato roseo è ciò che di più sbagliato ci possa essere in questo momento. Pirozzi lo sa e non si tira indietro.
“Mi hanno chiamato sulla panchina di una squadra che fino a ieri mattina era la prima della classifica – continua -. Un lavoro semplicissimo verrebbe da dire no? E invece no. In questi giorni mi sono accorto che c’è da lavorare tantissimo, soprattutto sull’intensità di gioco. I ragazzi sono bravi e tecnicamente preparati, ma gli serve grinta, entusiasmo, cattiveria”.
Sarà un lavoro duro e meticoloso, dunque, che non può essere improvvisato. Ma da qualche parte bisognerà pur cominciare. Eppure ieri al Rocchi è scesa in campo praticamente la fotocopia della formazione tipo dell’ex mister Solimina. Perché?
“Il primo match in panchina dovevo per forza sfruttarlo per osservare – prosegue Pirozzi -. Ho stravolto pochissimo perché volevo capire un po’ di cose senza passare per quello che appena arriva cambia tutte le carte in tavola. Ma ora qualcosa cambierà. Molto presto”.
Che i Gialloblù siano stati poco propositivi e troppo superficiali non si può certo negare, ma dalla loro non hanno avuto neanche un briciolo di fortuna. Tutt’altro. Un esempio su tutti è l’infortunio dopo appena un quarto d’ora di gioco di Pero Nullo, che ha condizionato non poco l’intera partita.
“Mi è dispiaciuto tantissimo per Pero Nullo – aggiunge mister Pirozzi -. Per lui come giocatore e poi per tutta la squadra che ha subìto il colpo forse anche più del previsto. Senza nulla togliere a De Francesco che è entrato al suo posto, sono convinto che quella sostituzione abbia comunque destabilizzato il match. Molto probabilmente avrei effettuato lo stesso cambio a partita inoltrata, ma tutto sarebbe stato diverso”.
Inutile piangersi addosso però. La strada è ancora lunga e la Viterbese è seconda dopo il Rieti che con il 6 a 0 di ieri ha sorpassato i Gialloblù, ma di soli due punti. Tutto è ancora da scrivere.
“Ho le idee chiare – conclude l’allenatore -. Lo ripeto ancora perché ne sono convinto. Ci sarà da lavorare e io sono prontissimo a farlo”.
Francesca Buzzi
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