– Fulmine a ciel sereno per i nove lavoratori ex Autoservice.
La Corte d’appello ha ribaltato la sentenza di primo grado, in base alla quale erano stati assunti da Francigena.
Si tratta delle persone che erano rimaste senza occupazione nel passaggio della gestione del servizio parcheggio al Sacrario, dalla cooperativa alla società partecipata del comune. Da lì è iniziato il braccio di ferro in tribunale.
Fino alla sentenza di ieri: “La Corte ha annullato la sentenza di primo grado – spiega Maria Cristina Pieretti, avvocato Francigena – rigettando tutte le domande degli ex lavoratori Autoservice, condannando anche al pagamento delle spese legali.
Sostanzialmente sono stati annullati quattro anni di procedimenti giudiziari”.
Nella pratica questa sentenza cosa significa? “Premesso che per ora abbiamo soltanto il dispositivo e attendiamo le motivazioni che arriveranno fra qualche giorno – osserva l’avvocato – il rigetto vuol dire che secondo la Corte d’appello, per i nove lavoratori non c’erano ragioni per transitare nella società comunale e il loro rapporto di lavoro è cessato quando è terminato il servizio del parcheggio alla cooperativa Autoservice e subentrata Francigena”.
Una sentenza impugnabile in Cassazione. “E’ possibile – precisa l’avvocato – e la valuterà il collega che segue i lavoratori, seppure la Cassazione valuta solo legittimità, mentre qui la materia del contendere è stata nel merito”.
Con la sentenza della Corte d’appello, i lavoratori adesso cosa devono aspettarsi? “E’ in programma un consiglio d’amministrazione con all’ordine del giorno proprio questo argomento – precisa Pieretti – ci sono implicazioni nel rapporto lavorativo e pure ragioni economiche.
In questi anni i nove hanno prestato la loro attività per Francigena, in base alla sentenza di primo grado, poi hanno ottenuto somme per quei periodi in cui non hanno lavorato. Per quest’ultimo caso Francigena sarà tenuta al recupero delle somme”.
Ma la parte più delicata riguarda il futuro dei nove ex Autoservice. “Occorre valutare il da farsi – spiega l’avvocato – se attendere le motivazioni o se agire in base al dispositivo. Ritengo che prudenzialmente si possono attendere le motivazioni.
In base alla sentenza della Corte d’appello il rapporto lavoro non è mai esistito per Francigena. E’ questo il senso concreto della sentenza.
Per le nove persone controparti nella vicenda, il rapporto di lavoro si conclude con il venire meno del rapporto con la cooperativa Autoservice”.
In caso di ricorso in Cassazione, è possibile chiedere una sospensiva del provvedimento? “Sì e decide la Corte d’appello, anche se di solito una sospensiva si chiede contro una sentenza di condanna, in questo caso è di rigetto, più difficile da sospendere”.
Cauto al momento il legale dei nove lavoratori ex Autoservice Benedetto Cimino: “Aspettiamo di leggere le motivazioni – precisa Cimino – al momento c’è solo il dettato finale dei giudici.
Valuteremo le implicazioni e la possibilità di ricorrere in Cassazione e capire i passi successivi, consultandomi con i lavoratori stessi”.
Sulle possibili implicazioni della sentenza: “Riguardano il rapporto di lavoro per Francigena – osserva Cimino – e le somme già versate. Occorre capire se la società comunale ritiene nell’immediato d’interrompere il rapporto di lavoro”.
La tesi su cui negli anni si è basata Francigena è quella secondo cui il comune ha ceduto il servizio del parcheggio, come altri e non la cessione di ramo d’azienda.
In primo grado il giudice Damiani si è espresso in favore dei lavoratori, disponendo la riassunzione in attesa del giudizio definitivo.
Lo scorso gennaio i nove lavoratori erano stati allontanati dalla partecipata, perché a Francigena era stato consegnata un’interpretazione del ricorso in Corte d’appello in cui mancava l’elemento della condanna a riassumere.
Poi la situazione aveva trovato uno sbocco diverso, fino alle ultime vicende.
Giuseppe Ferlicca
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY