– “Non sono contentissimo, ma non ho paura di nessuno”.
E’ determinato come sempre e per nulla preoccupato per le sorti della “sua” Viterbese.
Piero Camilli, il presidentissimo reclamato per anni a gran voce allo stadio Rocchi e finalmente alle redini dei Gialloblù insieme al figlio Vincenzo, non ha mandato giù con facilità i due pareggi consecutivi subiti dalla sua squadra. Ma guarda avanti.
Dopo sei partite centrate senza colpo ferire, ovvero le prime cinque di campionato e la prima di Coppa Italia, il 16 e il 20 ottobre la Viterbese non è più riuscita a vincere: match a reti inviolate a Montefiascone per il ritorno di coppa e un chiacchieratissimo 3 a 3 contro il Ladispoli domenica scorsa, dove il pareggio è arrivato addirittura dopo il 90′.
Parlare di crisi, forse, è eccessivo. Tante società pagherebbero per risultati di questo livello. Ma Camilli è Camilli e, dunque, come l’ha presa Camilli?
“Non posso dire di essere felice – commenta col suo fare sbrigativo il patron – ma non mi pare che ci sia poi molto da lamentarsi, no? Abbiamo passato il turno di Coppa Italia e in campionato se non sbaglio siamo ancora primi. Va bene così”.
Già, la Viterbese è ancora prima in classifica. Però, c’è un però. Fino alla settimana scorsa era sola in vetta, ora ha qualcuno a fargli compagnia. Lì a 16 punti c’è anche il Rieti, l’altra squadra del girone A di Eccellenza che, come la portacolori della città dei papi, ambisce alla vittoria del campionato. Un Rieti che non molla e che, quindi, potrebbe dare qualche grattacapo a Camilli & company.
“Noi non abbiamo paura di nessuno – ci tiene a precisare senza mezzi termini Piero Camilli -. Sia ben chiaro. Il Rieti e il suo presidente possono chiacchierare quanto vogliono, tanto lo sanno anche loro come andrà a finire: la Viterbese vincerà Coppa Italia e campionato. Non c’è proprio dubbio su questo”.
Di fronte a tanta sicurezza c’è poco altro da aggiungere. Eppure i due pareggi restano. Averli incassati uno in fila all’altro non può che infastidire. Ma al di là dell’amaro in bocca che rimane, ciò che davvero conta è cercare di capire, se ce ne sono, dove stanno gli errori e gli eventuali “colpevoli”.
Il primo a finire sul banco degli imputati in questi casi è sempre l’allenatore. Claudio Solimina rischia qualcosa?
“Solimina resta al suo posto – conclude Camilli -. Ripeto che non sono contentissimo, ma non posso nemmeno rimproverare qualcuno. E’ il calcio che è così. Domenica scorsa anche la Juventus, in serie A, ha preso quattro gol in un quarto d’ora dalla Fiorentina. La palla è rotonda e non sempre vince il più forte nei singoli scontri. Io guardo avanti, gli incidenti di percorso non mi interessano. Vinceremo tutto, questo è quanto”.
Insomma il patron non ha dubbi. I Gialloblù possono dormire sonni tranquilli e con loro anche mister Solimina e tutti i tifosi. Parola di Piero Camilli. Difficile trovare qualcuno disposto a contraddirlo…
Francesca Buzzi
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