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Politica - Pd - Sfida per la segreteria - Interviene l'iscritta Patrizia Berlenghini

“Un candidato alla segreteria si deve dimettere dalla carica ricoperta”

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Patrizia Berlenghini

Patrizia Berlenghini 

Riceviamo e pubblichiamo – Ho letto con dispiacere il comunicato del candidato alla segreteria provinciale Trani relativo alla gestione della commissione di garanzia per il congresso.

Ho fatto parte per diverse volte di questo organismo e quello che ci ha distinti sempre era il clima sereno e unanime delle decisioni e della nomina del suo presidente e delle gestione tutta, né tanto meno si cerca di votare perché perderebbe la sua anima stessa.

Ora le questioni che si devono affrontare non sono molte e né difficili, ma debbono essere rapportate alla vita di un partito politico che si presta a governare, l’esempio più calzante è la divisione dello svolgimento dei congressi nei vari circoli rispettare la garanzia sulla rappresentatività delle diverse anime dove il garante designato era la persona appunto non in linea con la maggior rappresentanza delle sensibilità presenti “Garante”.

Ora se questo sta venendo meno mi chiedo che tipo di partito stiamo creando e a chi si rivolge.

O meglio…“che partito vogliamo”

Non credo che questo sia l’esempio che vorremmo dare a nostri giovani ed a tutti quelli che vorrebbero avvicinarsi alla politica, poi non chiediamoci perché le persone scappano via amareggiate da questi atteggiamenti.

Questo vale per tutti, soprattutto per chi vuole avere un ruolo di dirigenza.

Etica, morale e trasparenza hanno contraddistinto le battaglie dei nostri grandi politici passati ed è quello che oggi il popolo ci reclama.

Credo che sia etico e morale che un candidato alla segreteria si dimetta dal ruolo che oggi ricopre per affrontare la nuova corsa, nel rispetto e nella dignità sua e degli altri, forse sarebbe veramente un nuovo inizio?

Vorrei ribadire che tutte le persone interessate e coinvolte in questo processo si informano leggono si confrontano, viaggiano sui social network, per cui non possiamo considerarle sempre sprovveduti e che il silenzio può anche essere interpretato in modo diverso da come vorremmo fosse e che la foto di famiglia spesso nascondono situazione molto diverse da come appaiono.

Spero che queste siano sviste dovute ad una fase iniziale del congresso e che si vadano sistemando nel corso della gestione e comunque Alessio Trani mi trova completamente d’accordo nell’abbandonare questa battaglia se non si accettano metodi leali non vale la pena di combattere.

Patrizia Berlenghini iscritta al Partito democratico

 

 

 

 

 


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19 ottobre, 2013

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