Riceviamo e pubblichiamo – La recente pronuncia del Consiglio di Stato che ha accolto l’appello del comune di Soriano del Cimino in ordine alla rimozione dell’assessore Angela Ricci, stravolge i principi che il Tar, sulla scorta della copiosa giurisprudenza, aveva recepito.
Decisione in controtendenza quella dei giudici del gravame che vanifica il diritto di pari dignità sociale e dell’eguaglianza davanti alla legge senza distinzioni di sesso e disattende l’imperativa operatività delle vigenti prescrizioni costituzionali e di legge volte a precludere ogni possibile discriminazione di genere, anche nella composizione degli organi collegiali degli enti pubblici.
L’elettorato femminile rappresenta più del 50% degli aventi diritto al voto e ogni cambiamento socio-politico e culturale non potrà essere attuato se pronunce come quella recente ignorano la libera espressione di ogni elettore nella scelta dei propri rappresentanti anche se di sesso femminile. Come donna e come consigliera di Parità ritengo che non si possa ritenere quella delle donne una rappresentanza promozionale atteso che la presenza femminile nei luoghi decisionali è quanto mai necessaria per poter recepire, mutuandole, tutte le istanze di chi alla pari affronta i problemi quotidiani.
Maria Antonietta Russo
Consigliera di Parità della Provincia di Viterbo
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