Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Gentile redazione, vorrei porre un quesito all’assessore ai Lavori pubblici e Ambiente, Raffaella Saraconi, circa i cartelli affissi da qualche giorno su quattro tigli in via Lorenzo da Viterbo, all’altezza del civico 5.
I cartelli riportano la seguente frase “Questo tiglio è arrivato a fine ciclo biologico e pertanto verrà abbattuto nei prossimi giorni. Verrà sostituito con un altro albero”.
Le domande sono innumerevoli, prima fa tutte: come si fa a stabilire la fine di ciclo biologico di un tiglio che, alla vista, gode di ottima salute? Sicuramente l’assessore e il settore di competenza avranno una relazione tecnica agronomica che attesta la “fine di ciclio biologico” e non vi nascondo che sarei molto curiosa di leggerla. Sarei grata all’assessore o dirigente di competenza se la rendessero pubblica.
Perché dovrebbero essere abbattutti solo quei quattro tigli e non quelli sul lato opposto al civico 5 di via Lorenzo da Viterbo? Attenzione: non è assolutamente un invito ad abbattere tutti gli alberi della città, ma suona molto strano che alberi piantati nello stesso periodo abbiano cicli biologici diversi. Suona anche molto strano che quattro tigli, guarda caso tutti in fila, abbiano raggiunto, nello stesso tempo, la medesima fine di ciclo biologico.
Oppure, questi quattro tigli danno fastidio a qualcuno? O meglio, dobbiamo dare un appalto alla solita ditta di manutenzione del verde pubblico?
Ricordo che abbattere un qualunque albero è molto costoso. A un privato costa circa 5000 euro… immaginiamoci quanto possa costare a un’amministrazione pubblica.
Domando all’assessore: cosa vuol dire “albero secolare”? Perché a Viterbo non ci sono o, meglio, non arrivano a questo primato?
Nella nostra città sono stati abbattuti alberi bellissimi con la scusa che erano malati e al loro posto sono stati piantati alberelli, sorretti da due paletti verticali e uno orizzontale, che non sono mai cresciuti. Anzi, direi solo morti.
In altri comuni d’Italia a ogni nuovo nato/a si pianta un albero che porta il nome del bambino/a che ha visto la luce.
Da noi quando ci sarà un tale segno di civiltà?
Maria Milazzo
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