Marta – Riceviamo e pubblichiamo – Lunedì nero quello di oggi 11 novembre. Dal primo mattino grosse raffiche di vento hanno martoriato il paese, il lungolago, le campagne ed anche le attrezzature da pesca alle anguille dei pescatori di Marta.
Tanti gli alberi abbattuti dal vento, una nella zona Peep nel piazzale delle nuove case popolari, un grossissimo ramo è caduto a terra spinto dal forte vento, cadendo sull’asfalto della strada Verentana, a due passi dalla periferia del paese, invadendo parte della carreggiata.
Erano circa le 15,30 quando il grosso ramo ha ostruito la strada che conduce al paese, subito sul posto si sono recati i carabinieri della locale stazione di Marta, i quali, hanno allertato la protezione civile del paese, date le grosse dimensioni dell’albero, sono dovuti intervenire sul posto, anche i vigili del fuoco i quali, hanno rimosso il tutto, ripristinando il tratto stradale. Ingenti i danni alle reti dei Martavelli, usati dai pescatori dell’Associazione produttori pesca Etruria di cui fanno parte molti pescatori di Marta, queste costose attrezzature usate per questa particolare pesca alle anguille e capitoni, sono state letteralmente distrutte a pezzi e riversate dalle onde, lungo la spiaggia di Marta.
Una scena desolante quella ai danni dei pescatori, già penalizzati da un fermo pesca alle anguille che questo anno è stato prorogato per un mese ed ora, hanno subito un ko che ha messo in ginocchio la categoria. Tanta rabbia e sgomento per questi ingenti danni, provocati dalla forza della natura, che in un sol giorno, ha compromesso i guadagni di una intera stagione. Volti cupi e tristi, quelli dei pescatori, che non si aspettavano questo fenomeno che non ha risparmiato niente e nessuno.
Anche il settore degli olivicoltori di Marta, stà facendo la conta dei danni, in quanto la pioggia ed il forte vento, hanno raso al suolo tutte le olive di chi non ha fatto in tempo a raccoglierle nei giorni scorsi. Una Marta che si lecca le ferite e che di certo , non si aspettava un simile disastro, dove le categorie più colpite, come sempre, sono i lavoratori agricoli e quelli della pesca, che vivono soltanto di queste attività, in un lago spesso ingrato, che non ha risparmiato chi nel lago ci vive e lavora, ma le leggi della natura, a volte, non tengono conto degli aspetti umani, provocando una serie di eventi dannosi, difficile da quantificare.
Danilo Piovani
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