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Viterbo - Comune - Registro coppie di fatto - In prima commissione ennesima figuraccia, le associazioni chiamate in audizione non possono parlare perché la convocazione è sbagliata - Per Emanuela Dei (Arcilesbica) si sta solo perdendo tempo

“Mi vergogno per voi, abbiate il coraggio di bocciare la proposta”

Emanuela Dei e Marco Trulli, dietro a destra, Santucci e Marinelli

Emanuela Dei e Marco Trulli, dietro a destra, Santucci e Marinelli

Maurizio Tofani e Arduino Troili

Maurizio Tofani e Arduino Troili

Gianluca De Dominicis

Gianluca De Dominicis

La convocazione della commissione

La convocazione della commissione

La convocazione della commissione

La convocazione della commissione

Rappresentanti delle associazioni, in piedi Roberto Bennati

Rappresentanti delle associazioni, in piedi Roberto Bennati

Troili, De Alexandris, Volpi, Treta

Troili, De Alexandris, Volpi, Treta

Arduino Troili

Arduino Troili

Viterbo – (g.f.) – Coppie di fatto, la prima commissione registra l’ennesima figuraccia, regalando una brutta pagina di una pessima politica.

Non sono bastati quattro mesi e mezzo di discussione, i consiglieri hanno bisogno di un aiutino, quindi hanno convocato tutte le associazioni per farsi dire cosa ne pensano sull’istituzione del registro per le coppie di fatto.

Stamani in programma l’audizione, come recita l’ordine del giorno della prima commissione. Si è dovuti arrivare alle 9.30, orario d’inizio, per accorgersi però, che i rappresentanti venuti appositamente per esprimersi, non possono parlare.

Il regolamento è chiaro: si può intervenire solo se invitati nominalmente. Quindi tante scuse, chi è presente viene schedato, sarà riconvocato dopo la Befana, perché il 23 dicembre, proposta iniziale per il prossimo incontro, non si può. Ma non è un giorno lavorativo come un altro? Certo, ma molto meglio a gennaio. quando si potranno festeggiare cinque mesi dal momento in cui la mozione è stata presentata.

Spettacolo deprimente, di una maggioranza spaccata, sconclusionata, imbambolata di fronte a una semplice scelta. Sì o no. Non dovrebbe essere difficile. “Non ci dovevate nemmeno convocare – dice Franco Marinelli di Solidarietà cittadina a lavori chiuso – altre centinaia di comuni in tutta Italia come hanno fatto? E’ un vostro dovere, vi dovete prendere le vostre responsabilità. Cosa pensano i cittadini? Fortunatamente qui siamo pochi, provate a pensare se fossimo stati in piazza con qualche migliaio di persone”. Il consumo di pomodori e ortaggi avrebbe avuto un’impennata clamorosa.

Ancora più esplicita Emanuela Dei (Arcilesbica) “Mi vergogno per voi – osserva Dei – almeno abbiate il coraggio di bocciarla la proposta. Sono state raccolte 1200 firme a favore del registro e oggi la gente mi chiede perché hanno firmato, a cosa è servito il loro appoggio.

E io vi devo giustificare per quello che non state facendo”.

Il consigliere Treta (Oltre le Mura) avanza una sua teoria: la maggioranza non sta perdendo tempo, ma è l’opposizione ad avere problemi e alla fine non tutti voteranno. Dimentica forse che il destino di una proposta presentata da due partiti su tre (Sel e Pd) di maggioranza, è nelle mani di quest’ultima.

L’opposizione ha un ruolo diverso e Treta lo dovrebbe sapere, essendo stato anche su quei banchi, tanto che Grancini (FdI) provocatoriamente propone di votare subito e Galati (FI) lo invita caldamente a non arrampicarsi sugli specchi.

Il quarto proponente è il Movimento 5 stelle. “Quattro mesi fa – ricorda il consigliere Gianluca De Dominicis – vi siete presi gli stessi impegni per ascoltare le associazioni, poi la commissione non ha più fatto nulla.

Io oggi non prendo il gettone di presenza, perché si sta facendo ostruzionismo non per ragioni di sostanza, ma politiche. Non ho fatto polemica quando noi il 9 agosto abbiamo presentato una mozione e il 23 agosto il Pd ne ha presentata una, che era pure peggiorativa rispetto al nostro testo.

Abbiamo accettato il cambio del testo. Da allora si è solo perso tempo, ecco perché noi trasformeremo la nostra mozione in ordine del giorno, in modo che sia portata in consiglio comunale subito e votata.

Siamo arrivati allo schieramento ideologico, snaturando il significato del provvedimento. Si parla di omosessualità e matrimoni gay, quando la mozione vuole solo riconoscere diritti alle coppie di fatto. Non solo omosessuali”.

Non esattamente un bello spettacolo. Lo deve ammettere dalla maggioranza anche Maurizio Tofani (Oltre le Mura). Si convocano le associazioni e non possono parlare.

Ma poi, perché sono state convocate? A sentire i consiglieri, non certo perché qualcuno fra loro possa cambiare idea. Quindi non per farsi un’opinione. Rimane una solo spiegazione. Perdere tempo. Con buona pace della ventina di persone presenti.

Guai però a dirlo al democratico Arduino Troili: “Nessuno ha fatto melina – osserva Troili – qui esiste un problema personale, non c’entra l’appartenenza politica”.

Se votare un provvedimento, dire sì o no a una proposta, quello che è uno dei principali compiti per un consigliere comunale rappresenta un problema, personale o meno, viene da chiedersi perché ci si è candidati? Troili ha molto a cuore le sorti del luogo dove vive, ma oltre Bagnaia c’è di più.

19 dicembre, 2013

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