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Viterbo - Primarie Pd - Francesco Serra lancia la volata per il sindaco di Firenze: "Dobbiamo pensare alla rinascita del paese"

“Renzi è la sola occasione per un cambiamento vero”

di Giuseppe Ferlicca
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Matteo Renzi a Viterbo

Matteo Renzi a Viterbo

Francesco Serra

Francesco Serra

Viterbo – La speranza di cambiamento per il Partito democratico e il paese, passa da Matteo Renzi. Domenica si vota per le primarie e Francesco Serra, capogruppo Pd in comune, renziano della prima ora, vede nel sindaco di Firenze la sola strada per un’inversione di tendenza, mentre all’interno dei Democratici, la discussione sull’adesione o meno al Pse la bolla come una battaglia novecentesca.

Il congresso a Viterbo se l’è aggiudicato Cuperlo, le primarie racconteranno una storia diversa? “Penso decisamente di sì, è tutta un’altra partita e il risultato sarà decisamente diverso. Il congresso è una battaglia di retroguardia, limitata a chi vive dentro il partito o poco più. Queste sono primarie aperte”.

Il capolista nella Tuscia per Renzi è Sandro Mancinelli. Qualcuno ha ironizzato sul fatto che sia un “giovane” vecchio politico, contrapposto ai candidati delle altre liste. “E’ un giovane sessantenne politico, giovane d’idee, più giovane di tanti altri giovani.

In questi due anni di mozione Renzi ha dimostrato quanto vale, ha orientato la mia campagna elettorale alle comunali e pure alle primarie, se c’è stato qualcosa di diverso, lo dobbiamo anche a lui”.

Renzi scommette molto sulla partecipazione alle primarie. Il numero d’elettori decreterà il successo. A Viterbo quanti dovranno votare per dire che sarà andata bene? “Di sicuro ci saranno meno persone rispetto a quelle Renzi – Bersani. Stavolta si vota il segretario di partito e non il presidente del consiglio, c’è pure un effetto mediatico minore. A Viterbo città mi aspetto un migliaio di votanti”.

Stima prudente… “Forse saranno di più, l’altra volta, però l’attenzione era diversa, si sceglie il segretario, non il candidato premier”.

Da statuto Pd il segretario è automaticamente candidato presidente del consiglio. Sarà così o si farà un’eccezione come la scorsa volta? “E’ prevedibile che si faranno le primarie. Come già accaduto. Se ad esempio Letta si vorrà candidare, mi pare una partita che vada giocata. Ritengo le primarie uno strumento utile. Quelle per l’elezione del sindaco hanno avuto un peso per la vittoria della coalizione, hanno attirato curiosità e mobilitato i viterbesi”.

La situazione del Pd a Viterbo dopo il congresso com’è? E’ in atto un tentativo d’isolare il centro. I Fioroniani sono in subbuglio. “Molto si gioca sull’adesione o meno al Pse. Credo che sia un problema da superare. I Popolari nell’ambito di un partito democratico e plurale debbono esserci. Se escono non è un vantaggio e non mi riferisco al numero di voti. Se una componente minoritaria dovesse uscire, si perderebbe la natura stessa del Pd”.

E’ un rischio reale? “Secondo me è un rischio che non dovremmo correre, dovremmo lavorare per non farlo succedere. Quest’idea dell’adesione al Partito socialista europeo mi pare una battaglia novecentesca. Facciamo altre cose, parliamo d’altro.

Andarsi ad accapigliarsi su questo, non so a che serva, solo a marcare il territorio. L’idea di voler aderire da parte di qualcuno, è solo per separare, dire ad altri, se non vi sta bene uscite. Quando è nato il Pd non erano questi i presupposti. Sono meccanismi già visti, con gli ex comunisti che di volta in volta hanno annesso realtà come i Liberali, i Socialisti, poi nel tempo sono scomparsi”.

Il sindaco Leonardo Michelini voterà alle primarie, non ha detto per chi. Potrebbe scegliere Renzi? Nel suo modo d’amministrare ci vede un po’ dello stile renziano? “Non lo so se sia renziano, ma non mi sembra uno di Cuperlo. Questo di sicuro. Non tanto nel modo d’amministrare, quanto per la sua storia”.

Quanto rischia Letta se Renzi vince? “Secondo me rischia molto. Siamo in attesa di segnali, non si riesce a mettere mano alla legge elettorale ed è dovuta intervenire la magistratura a dire che è stata dichiarata incostituzionale”.

Nel programma di Renzi c’è anche l’abolizione del Senato. In un Parlamento incapace pure di rifare la legge elettorale o abolire le province, non è un compito nettamente al di sopra delle proprie possibilità? “Sì, adesso mi sembra proprio un obiettivo al di sopra delle possibilità di chi ci governa. Avevano detto di voler fare riforme, ridurre il numero di parlamentari, il Senato delle regioni. In realtà non hanno fatto assolutamente nulla.

A giugno scatta il semestre europeo. Io non vedo grossi drammi, in poco tempo una legge elettorale si può mettere in piedi, quindi una volta varata si torna al voto e si affronta il prossimo anno con un governo legittimo”.

D’Alema ha detto che se Renzi dovesse essere candidato premier, lui lo voterà. E’ una cortesia o un dispetto? “Detto da D’Alema è un dispetto”.

Un invito ai viterbesi. Perché dovrebbero venire ai seggi e votare per Matteo Renzi? “Perché dobbiamo pensare alla rinascita del nostro paese. A cominciare dalla legge elettorale o la riforma del lavoro.

Sono rimasto molto colpito dal gruppo di disoccupati che a Roma hanno manifestato alla sede Pd. Mai visto prima. Dobbiamo liberarci da lacci e lacciuoli, dalle lobbies e Renzi secondo me è in grado di farlo.

Serve un Pd con idee nuove su giovani, Europa e i fondi, lavoro, anche la posizione spesso critica di Renzi sui sindacati è comunque nuova e utile al paese.

Con Renzi il Pd può prendere una strada vera, finalmente, che non sia la solita vecchia e logora. Renzi è un’opportunità di cambiamento, che non vedo in Cuperlo, uomo di segreteria, d’apparato.

Se non diamo un taglio diverso al partito, non credo che andremo lontano”.

Giuseppe Ferlicca


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6 dicembre, 2013

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