Viterbo – Fine anno, tempo di brindisi e di bilanci.
Alla regola non si sottrae nemmeno il Pd. Ieri sera il segretario provinciale Andrea Egidi ha stappato lo spumante insieme a un’ampia fetta di democratici, con il sindaco Leonardo Michelini e l’assessore Antonio Delli Iaconi (fotogallery).
Si traccia una linea, ma c’è spazio pure per le ultime vicende politiche a palazzo dei Priori. La pepata lettera spedita dall’assessora Raffaela Saraconi al suo collega Alvaro Ricci, accusato d’ingerenze sul suo lavoro, merita secondo Egidi una risposta netta.
“Ho parlato con l’assessore Alvaro Ricci – osserva Egidi – cui ho rinnovato la mia stima e manifestato la mia vicinanza.
E’ abbastanza singolare che un assessore ponga un problema politico in questo modo. Trovo che sia sconcertante come piuttosto che alzare il telefono o parlare di persona, si spedisca una lettera a un proprio collega, pure protocollandola.
E’ anche il frutto di una maggioranza in cui l’unico partito che svolge una funzione e che esiste, è il Pd. Il resto sono esperienze assolutamente positive, ma che non rispondono a criteri di discussione politica noti.
Un assessore di un partito non avrebbe sentito l’esigenza di far protocollare una lettera. Esistono i luoghi della politica, dove si discute e ci si confronta”. Invece si è preferito affidare a una lettera la discussione. “Vedersela recapitare non è di sicuro il massimo”.
L’assessore Ricci sul centro storico sta lavorando, mettendoci del suo. Quanto lo segue il partito? Il Pd è compatto sul suo assessore? “A me pare di sì, perché quello di cui si discute è il frutto di una valutazione ed elaborazione che parte anche prima della campagna elettorale, da quando il gruppo era all’opposizione in comune e poi in campagna elettorale, quando fra le altre cose stampammo anche depliant su come ad esempio, recuperare le fontane nel centro storico”. La lettera dell’assessora Saraconi è l’ultima grana scoppiata nella maggioranza.
La penultima, quella sul “conflitto d’interesse” fra Caffeina e alcuni esponenti della maggioranza. “Con la vicenda sulla cultura mi pare evidente come siano venuti al pettine nodi che era immaginabile venissero fuori prima o poi.
Vicende come la sovraesposizione in quel settore di personalità legate all’esperienza di Caffeina, alla lunga se non gestite con attenzione e tatto, esplodono.
E’ un campanello d’allarme di un problema da mettere a posto immediatamente.
Mi auguro che anche dopo le parole del vice sindaco Luisa Ciambella che ho apprezzato molto e la riunione del Pd convocata da Serra e Calcagnini, il sindaco decida, chiudendo al più presto una vicenda che farla rimanere per troppo tempo ancora aperta, non fa bene alla maggioranza, alla città e indebolisce pure l’esperienza di Caffeina, che invece come altre deve continuare a svolgere un ruolo”.
Su come chiudere la vicenda, Egidi non si pronuncia, spetta a Michelini: “Il sindaco è lui. Se una discussione di questo tipo persiste, il primo cittadino è nelle condizioni di definirla come meglio crede. Ma ci si metta un punto”.
Anche perché: “Caffeina non può essere vissuta come elemento che determina scelte o indirizzi sulla cultura. Con tutto il rispetto, immaginare che la cultura a Viterbo sia solo Caffeina, è un po’ esagerato.
Pensare che cultura sia solo una ventina di serate piacevoli passate ad ascoltare presentazioni di libri e altre iniziative, è riduttivo. Non è solo quello.
A Viterbo cultura è l’aria che respiri, è Norchia, Castel D’Asso, l’università, le fontane…”.
Sul Pd, più che un bilancio del 2013, una previsione per il nuovo anno. “Dopo l’8 dicembre mi pare che il nostro popolo si sia ripreso, riacquistando fiducia e speranza nel futuro.
Il voto a Renzi è stato larghissimo e stavolta, a differenza del 2012 il sindaco di Firenze investe sul Pd e raccoglie un consenso molto largo anche negli elettori a sinistra.
Dobbiamo continuare a coltivare un partito che si misura sul territorio e la sfida di governo, con la sfida del rinnovamento e su questo mi pare che a Viterbo possiamo dire la nostra”.
Alle porte c’è la sfida delle elezioni europee e in diversi comuni della Tuscia: “Il turno delle amministrative è assolutamente significativo per Viterbo, vanno al rinnovo comuni importanti a cominciare da Civita Castellana, Nepi, Orte, molte amministrazioni della Teverina.
A partire dai candidati sindaco io ritengo che si debbano indire le primarie in tutti i comuni, dai centri più piccoli a quelli più grandi.
Poi è evidente che in realtà come Civita Castellana, dove il sindaco è al primo mandato, sarà il partito in ambito locale a valutare se scegliere o meno la strada delle primarie.
Ma politicamente per me la scelta è questa, insieme a uno sforzo per la presenza di genere nelle liste, facendo in modo che almeno metà siano donne e così anche in giunta”.
Giuseppe Ferlicca
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