Viterbo – (g.f.) – Il sindaco ha voluto in giunta un assessore alla Cultura, Giacomo Barelli, vicino a Caffeina, con tutte le polemiche che da mesi investono la città sull’assegnazione delle iniziative, ultima quella per il festival delle luci, adesso al sindaco il compito di trovare una soluzione.
Si è chiusa così la riunione del gruppo Pd in comune. Nessuna richiesta di dimissioni, ma un forte segnale per cambiare metodo, un ultimatum.
E se si deve cambiare metodo a detta del Partito democratico, vuol dire che quello adottato finora ha fatto acqua.
Del resto, seppure da più parti si sostiene come Viva Viterbo e Caffeina siano entità separate, la prima è a tutti gli effetti emanazione della seconda. Basterebbe Filippo Rossi a unirle, ma non è solo questo.
Nell’incontro di ieri sera i democratici hanno ribadito l’intenzione di sostenere il festival, ma la questione cultura è tutt’altra cosa. Non può anche indirettamente finire sotto il cappello di Caffeina.
A Michelini adesso il compito di capire come muoversi, incontrando Viva Viterbo.
Ovviamente questa è stata la sintesi del vertice, fra chi nel gruppo d’assessori e consiglieri era pronto a chiedere le dimissioni dell’assessore Barelli e chi, invece, si è trovato su posizioni più concilianti. Sbagli ci sono stati, della serie “ma in buona fede”.
Saranno il capogruppo Francesco Serra e il segretario comunale Pd Stefano Calcagnini a incontrare il primo cittadino e affidare a lui il non semplice compito di restituire serenità alla sua coalizione. Questione di cultura.
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