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Viterbo - Polizia - Volante - Il questore Urti mostra il video del tentato furto - In pochi mesi, terza banda di ladri sgominata dagli agenti

“Una violenza inaudita per sfondare la porta”

di Stefania Moretti

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Tentato furto in villa - Le immagini degli scassinatori in azione

Tentato furto in villa – Le immagini degli scassinatori in azione

I ladri sfondano la porta a mazzate

I ladri sfondano la porta a mazzate

Tentato furto in villa - Le immagini degli scassinatori in azione

I poliziotti bloccano i ladri

I poliziotti bloccano i ladri

I poliziotti bloccano i ladri

I poliziotti bloccano i ladri

Tentato furto in Villa - Gli arrestati all'uscita dalla questura

Tentato furto in villa – Gli arrestati all’uscita dalla questura

Tentato furto in Villa - Gli arrestati all'uscita dalla questura
Tentato furto in Villa - Gli arrestati all'uscita dalla questura

La mazza usata dai ladri

La mazza usata dai ladri

Il questore Gianfranco Urti

Il questore Gianfranco Urti

Il capo della volante Alba Milioni

Il capo della volante Alba Milioni

La conferenza stampa per illustrare i dettagli

La conferenza stampa per illustrare i dettagli

Viterbo – Le inferriate aperte con la fiamma ossidrica. La porta presa a sprangate e sfondata con smisurata violenza (fotocronaca – video1: Le immagini degli scassinatori in azione – video2: Il questore Urti: “Sgominate tre bande di ladri in pochi mesi”).

Non temevano né i rumori, né la luce del sole, i malviventi arrestati in flagranza di furto dai poliziotti della volante. Attrezzati e spregiudicati, tornavano per la seconda volta nella villetta di strada Due casali già svaligiata ad agosto. La polizia ritiene altamente probabile che siano stati loro a portare via la cassaforte dalla villa, in quell’occasione.

Il presunto basista è G.C., italiano di quarant’anni, originario di Monza. Gli altri due sono albanesi: M.P. ed E.B., di 30 e 31 anni. Su M.P. pendeva un ordine di carcerazione della procura di Monza per esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Anche l’altro ha precedenti penali. 

Hanno colpito ieri mattina intorno alle 13. In pieno giorno. Sapendo perfettamente che i padroni di casa, a quell’ora, non c’erano. Un’azione indisturbata e fulminea. Ma la polizia è stata più veloce di loro.

“Li abbiamo fermati prima che riuscissero a scappare col bottino – spiega il questore Gianfranco Urti -. Appena hanno iniziato a scassinare il cancello a protezione della porta, è scattato l’allarme collegato con la questura. Una macchina della volante si è recata immediatamente sul posto”. La telecamera sopra le loro teste ha ripreso la scena dall’inizio alla fine, senza che se ne accorgessero. Il questore e i suoi uomini mostrano le immagini in conferenza stampa.

Prima la serratura delle inferriate sciolta con la lancia termica. Poi i colpi ripetuti alla porta con una mazza lunga almeno cinquanta centimetri. Accanto ai tre, muniti di guanti, scaldacollo e cappellini, lo zaino con tutti gli arnesi da scasso. 

“Una violenza inaudita – commenta il questore -. Ma hanno fatto appena in tempo a entrare e ad afferrare qualche monile. Quando sono usciti, si sono trovati davanti gli uomini della volante che gli hanno puntato contro le pistole”. Uno ha cercato di scappare, nonostante l’alt intimato dai poliziotti. Si è fermato solo dopo che gli agenti hanno sparato un colpo in aria. Un intervento rapido, lineare e senza sbavature, quello della volante coordinata da Alba Milioni, fiera dei suoi uomini che “hanno lavorato giorno e notte con una professionalità estrema”.

Quella di ieri, è la terza banda di ladri sgominata dalla polizia. Altre due erano state assicurate alla giustizia pochi mesi fa. “Avevamo riscontrato un calo delle rapine – spiega il questore Urti -, ma parallelamente c’è stata una recrudescenza dei furti che ha richiesto un potenziamento dei controlli. Abbiamo fatto venire sei macchine per turno da Roma. Un totale di 18 macchine al giorno in più, attente alla sicurezza del territorio”. Una task force per le festività che ha dato subito i suoi frutti.

I tre hanno patteggiato stamattina: un anno di reclusione e 300 euro di multa per E.B. e G.C., già tornati in libertà perché potevano beneficiare della condizionale. Solo M.C. resta in carcere: sconterà un anno e tre mesi a Mammagialla, più 400 euro di multa da pagare. Per lui è scattata anche la denuncia per violazione delle norme sull’immigrazione.

Stefania Moretti


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20 dicembre, 2013

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