Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il 16 dicembre la direzione infermieristica ha convocato una riunione di tutti i dipendenti della Casa di Cura “Villa Rosa” per “spiegare” agli stessi l’organizzazione dei turni di lavoro e l’organizzazione stessa del lavoro in base al contratto “Uneba”, alla riunione a quanto si apprende però erano presenti, oltre che qualche paziente ospite della clinica, soltanto due o tre operatori.
Il 17 dicembre, il giorno successivo, la direzione tutta è tornata alla carica convocando un’altra riunione con tutti i sindacati per discutere sulle applicazioni contrattuali “Uneba”, la riunione è andata deserta ancora una volta.
A questo punto sorge spontanea una domanda, si è mai chiesto la direzione di Villa Rosa le motivazioni di tutto questo?
Perché le organizzazioni sindacali e gli stessi dipendenti restano insensibili a questi appelli? Sicuramente perché agli stessi non piace discutere del contratto Uneba peraltro mai accettato, ma applicato con la forza, unilateralmente, dalla direzione strategica, tanto è vero che su questo sono in corso accertamenti per verificarne la legittimità.
Nei mesi scorsi i dipendenti che, con grande senso di responsabilità, avevano capito la gravità della situazione ed hanno acconsentito all’applicazione dei “Contratti di Solidarietà” lavorando meno e perdendo una fetta del proprio salario salvo poi scoprire che in questo modo venivano meno i requisiti di accreditamento. Veloce retromarcia dell’amministrazione per ripristinare la situazione originaria al fine di evitare danni peggiori della cura.
Nel corso dell’ultima riunione, è emersa, fra i lavoratori, la disponibilità ad un contributo di solidarietà che avrebbe intaccato proporzionalmente tutti i salari indistintamente ed avrebbe sicuramente dato un segnale di grande coesione nonché di solidarietà fra la pProprietà ed i lavoratori, ma si è preferito abbandonare questa strada perché con un altro colpo di genio si è pensato di lasciare tutti i dipendenti senza la tredicesima mensilità per il secondo anno consecutivo e, se ciò non dovesse bastare, si continua a minacciare licenziamenti per alimentare il clima di terrorismo psicologico fra i lavoratori.
Ci sembra a questo punto che il direttore generale abbia passato ogni limite della decenza, ci sembra veramente inopportuno insistere sull’applicazione del Contratto Uneba, oltretutto inappropriato per la tipologia prevalentemente sanitaria della Casa di Cura.
L’appello che si vuole lanciare attraverso questo comunicato è quello di recedere da queste posizioni intransigenti, prendere atto delle disponibilità dichiarate e dimostrate dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali e, per ultimo ma non ultimo pagare puntualmente le tredicesime mensilità a tutti i lavoratori visto che né la Ausl di Viterbo né la Regione Lazio hanno operato tagli di alcun genere alle fatturazioni della Casa di Cura di “Villa Rosa”.
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