Roma – “Anche l’indicazione di Luigi Macchitella a direttore della Asl di Viterbo risulterebbe viziata da inconferibilità e segue i casi denunciati ieri di d’Alba e Mastrobuono. Dopo lo scandalo dei rifiuti, oramai per Zingaretti di trasparente c’è rimasto solo un silenzio assordante e una procedura di selezione sempre più scandalosa.Chi immaginava merito e procedure limpide si sbagliava di grosso”.
Così dichiara in una nota Fabrizio Santori (La Destra), consigliere della Regione Lazio e componente della commissione Salute, per quanto riguarda le indicazioni dei direttori generali delle aziende del Ssr.
“Il caso di Macchitella rientrerebbe in una fattispecie simile a quella denunciata ieri per la dottoressa Mastrobuono indicata per Frosinone. L’art.5, comma 1, del D.Lgs 39/2013 afferma infatti che: “gli incarichi di direttore generale, direttore sanitario e direttore amministrativo nelle aziende sanitarie locali non possono essere conferiti a coloro che, nei due anni precedenti, abbiano svolto incarichi e ricoperto cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati dal servizio sanitario regionale.
Luigi Macchitella, già noto per la costruzione e il successivo abbattimento in tempi record di un muro all’interno del Forlanini, proposto alla nomina di direttore generale della Asl di Viterbo, in base a quanto si apprende dai documenti allegati e sottoscritti dallo stesso Macchitella allo schema di decreto del presidente della Regione Lazio n. 12/VII e consegnati ai membri della VII commissione consiliare permanente, risulterebbe però aver avuto nel periodo compreso tra il primo gennaio 2011 e il 31 marzo 2013 un rapporto di lavoro con l’I.C.O.T di Latina.
L’I.C.O.T. (Istituto Chirurgico Ortopedico Traumatologico) è a tutti gli effetti una struttura privata convenzionata con la Regione Lazio e per questo l’incarico, se le condizioni fossero confermate, risulterebbe anche in questo caso inconferibile -, prosegue l’interrogazione di Santori.
Non ho ricevuto alcuna risposta su quanto emerso ieri in merito alle posizioni della Mastrobono e di D’Alba, non comprendiamo questo silenzio e il sospetto che si voglia continuare a coprire chissà quale interesse è oramai sempre più evidente tra addetti ai lavori e cittadini. Nella commissione Salute di domani pretendiamo risposte: su tredici indicati a direttori delle Asl regionali, uno ha rinunciato e due sono inconferibili e uno non ha i requisiti. Chiedo al Presidente Zingaretti di revocare l’intera procedura di selezione dei direttori generali del sistema sanitario del Lazio”, conclude Santori.
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