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Viterbo - Il capogruppo di Per il Lazio al consiglio regionale, Riccardo Valentini, ha elaborato i dati della provincia ricavandone classifiche e confronti - Oriolo Romano il comune più virtuoso

Raccolta differenziata, Viterbo al 42esimo posto nella Tuscia

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Il trend della raccolta differenziata nella Tuscia

Il trend della raccolta differenziata nella Tuscia – clicca per ingrandire

Il consigliere regionale Riccardo Valentini

Il consigliere regionale Riccardo Valentini 

Viterbo – “E’ ora di cambiare la storia dei rifiuti nel Lazio. Non è possibile che ci troviamo in una situazione drammatica dove si parla ancora di discariche e termovalorizzatori. Ormai nel mondo c’è solo una via che è quella delle prevenzione del rifiuto, la raccolta differenziata e il recupero e riciclo dei materiali. E proprio la raccolta differenziata è il tema più pressante. Aumentare la raccolta differenziata è una priorità. Aumentarla nel Lazio. Aumentarla in provincia di Viterbo che nel 2012 si è attestata al 35%”.

Riccardo Valentini, capogruppo di Per il Lazio al consiglio regionale, ha elaborato i dati messi a disposizione dalla provincia di Viterbo ricavandone classifiche e confronti. Dati suddivisi comune per comune e distribuiti lungo un arco temporale che va dal 2007 al 2012. Nelle tabelle vengono riportati anche il servizio e la modalità di gestione dei rifiuti urbani.

“I comuni con la raccolta differenziata porta a porta sono 32. Quelli con porta a porta e stradale 18. Quelli che praticano solo la raccolta differenziata stradale sono 10. Il primo dato significativo che emerge – spiega Valentini – è che i comuni che hanno raggiunto la più alta percentuale di raccolta differenziata sono soprattutto quelli che praticano il porta a porta. Situazione diversa per i comuni che praticano solo la raccolta stradale.

Inoltre, mentre Viterbo si attesta al 46° posto su 60 comuni, i territori più virtuosi sono stati, nell’ordine, Oriolo Romano (78% di raccolta differenziata), Castiglione in Teverina (74%), Nepi (72%), Vallerano (70%), Fabrica di Roma (68%), Carbognano (65%), Canepina (65%), Bassano in Teverina (64%), Corchiano (64%), Villa San Giovanni in Tuscia (63%). Comuni fanalino di coda sono invece Latera (13,4%), Vetralla (12,5%), Capranica (11,9%), Civita Castellana (11,5%), Valentano (10%), Sutri (9,8%), Vitorchiano (9%), Bagnoregio (8%), Graffignano (6,8%), Celleno (2,6%)”.

Serve più impegno di istituzioni e cittadini.

“Il nostro impegno e quello dei cittadini – prosegue Riccardo Valentini – si deve fare ancora più determinato e responsabile, impiegando energie e idee migliori e coinvolgendo i cittadini. Dobbiamo anche lavorare per il recupero e riutilizzo dei materiali e per accorciare la filiera dei rifiuti. Dobbiamo guardare al ciclo dei rifiuti senza paura, con la stessa fiducia di altre regioni europee”.

Non mancano le aree virtuose nella Tuscia.

“Le aree più virtuose degli ultimi due anni (2011-2012) – spiega Valentini – sono state i Cimini (49%-52%), il Sud (39%-42%) e il Nord (29,7%-32,6%) della provincia di Viterbo. Seguono Centro (25%-30%), Lago di Bolsena (20,9% – 26,2%) e Litorale (15%-19%). Le aree con la raccolta differenziata più sviluppata sono state quelle che gravitano a ridosso della provincia di Roma (Cimini e Sud), distanziando di almeno 10 punti percentuali l’Area Nord che confina con Umbria e Toscana.

Nei comuni della provincia di Viterbo, con popolazione uguale o superiore ai 10mila abitanti, la raccolta differenziata non supera il 21%, mentre in quelli con popolazione uguale o inferiore ai 1.000 abitanti, la raccolta si attesta al 22%.

Sempre nel 2012, solo 4 comuni su 60 hanno superato il 70% di raccolta differenziata, solo 14 comuni il 60% e 20 il 50%. Nel 2007, i comuni che superavano il 50% di raccolta differenziata erano soltanto Acquapendente (55,18%) e Monterosi (54,37%). Diciotto in tutto, quelli che vantavano invece una percentuale superiore al 10%”.

I rifiuti vanno considerati come una risorsa.

“Il rifiuto non deve essere visto come qualcosa che produce solo effetti negativi – sottolinea Valentini – ma sotto il profilo delle sue potenzialità, quindi come una vera e propria risorsa. Altro obiettivo sarà riuscire a chiudere il ciclo dei rifiuti all’interno del territorio regionale del Lazio perché questa strada può essere un importante viatico per incentivare i livelli occupazionali nei nostri territori ma anche per rilanciare le produzioni delle nostre imprese, con vantaggi e nuove opportunità per tutta l’economia. Un obiettivo della Regione Lazio, un obiettivo della giunta del presidente Nicola Zingaretti.

Su questa linea daremo battaglia, sia attraverso una politica per ridurre alla fonte i rifiuti, soprattutto derivati dal packaging, sia per l’incentivazione di tutte le filiere industriali che portano al recupero dei materiali. Oggi si possono fare cose incredibili a partire proprio dai rifiuti, come la produzione di materiali per il tessile, lubrificanti, oggetti di arredamento, trasformazioni di plastica da inorganica a materiale computabile”.

Serve creare una rete tra comuni.

“Credo inoltre – conclude Valentini – che sia fondamentale per il nostro territorio che i comuni si mettano in rete per gestire la propria raccolta differenziata mediante la realizzazione di piccoli impianti di compostaggio territoriale. In questo modo, ad esempio, si potrebbe risolvere anche il problema dello smaltimento dei residui agricoli (che non può più essere bruciato) come materiale di innesco della decomposizione microbica del rifiuto organico per la produzione di compost per la nostra agricoltura. Su questo ultimo tema ho intenzione di introdurre nella legge sull’unione dei comuni un emendamento che dia la possibilità alle nuove unità amministrative di organizzarsi in modo autonomo per lo smaltimento della raccolta differenziata. Dobbiamo guardare al futuro ed evitare di ripetere gli errori del passato”.


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23 gennaio, 2014

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