Gamboni-infissi-infissi-nov-2017

--

--

TW-cliccami-560x60-due-colori

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Violenza sessuale - Badante trascina a giudizio datore di lavoro - Due casi analoghi a Blera e Vetralla - I due processi iniziati ieri

“Fai sesso con me o ti licenzio”

Blera

Blera

Blera – Continue richieste di rapporti sessuali. Avances giornaliere. Tentativi di infilarsi nel suo letto di notte per toccarla o farsi toccare.

Questo sarebbe stata costretta a subire una giovane badante romena che ha denunciato il suo datore di lavoro ultrasettantenne per violenza sessuale. I fatti sarebbero andati avanti per circa un anno, dal 2011 al 2012. Per lui, ieri, è iniziato il processo davanti al tribunale di Viterbo, anche con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. 

In almeno due occasioni i carabinieri di Blera si sono precipitati in soccorso alla ragazza, avvisati dal fidanzato.

Lei ha raccontato ai militari di essere stata inseguita per la casa dal datore di lavoro che le avrebbe fatto esplicite richieste di sesso orale, palpeggiamenti reciproci e rapporti completi. Il tutto mentre, con pantaloni e slip calati, cercava di afferrarla, strattonarla e schiaffeggiarla, arrivando persino a toglierle le chiavi della macchina o della sua stanza per evitare che potesse rinchiudersi o scappare.

Episodi all’ordine del giorno, secondo l’accusa. Che avvenivano mentre la giovane badante lavava i piatti o svolgeva altre faccende. Una convivenza difficilissima perché, secondo le indagini, l’anziano avrebbe più volte minacciato di licenziarla o di non pagarle lo stipendio.

Stessa vicenda e stesse angherie sono state denunciate da un’altra giovanissima badante nell’estate del 2012. Cambia solo la cornice e poco altro: i fatti sarebbero avvenuti a Vetralla. Anche stavolta, l’imputato è l’anziano accudito dalla ragazza e ha superato i settant’anni. Per cercare di violentarla, l’avrebbe costretta a recarsi al pronto soccorso per tre volte in pochi mesi. Attenzioni morbose durate quattro anni, stando alle indagini dei carabinieri di Vetralla. Ma la badante, in questo caso, è riuscita a incastrare l’anziano con un cellulare, riprendendo le molestie subite.

Anche per lui, il processo per violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia è iniziato ieri: l’accusa ha chiesto l’acquisizione dei certificati medici della ragazza e la trascrizione degli stralci di conversazione che risultano da quei brevi filmati. La difesa ha chiesto che siano annessa agli atti del fascicolo la documentazione sanitaria che riguarderebbe i ricoveri dell’uomo in una casa di cura e le sue precarie condizioni di salute. Il processo continua a giugno.

15 gennaio, 2014

Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564