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Tribunale - Il 13, il 14 e il 15 gennaio per protestare contro alcune prassi investigative e giudiziarie

Penalisti in sciopero anche a Viterbo

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Un'aula del tribunale

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – I penalisti scendono di nuovo in campo contro i “reiterati casi di aggressione alla funzione difensiva” degli ultimi anni, proclamando l’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale per i giorni 13, 14 e 15 gennaio 2014.

Il 13 gennaio, in concomitanza con l’inizio della ‘protesta’, un incontro-manifestazione che si terrà a Napoli. In una delibera della giunta dell’unione camere penali trasmessa alle più alte cariche dello stato e ai capi degli uffici giudiziari, si spiegano i motivi della decisione.

Non la prima su questo fronte, poiché una prima astensione per le stesse ragioni era stata indetta dal 17 al 21 settembre 2012. Da allora la situazione “non è migliorata, anzi, se possibile, si è aggravata, con riguardo alle prassi investigative e giudiziarie”, si fa notare.

Tra le ragioni si evidenzia l’abitudine, “illegittima e anche illecita”, di “ascoltare e registrare le conversazioni tra avvocato e difeso nonostante le continue proteste delle camere penali”, fino al punto di arrivare, in alcuni casi, a “ritrovare conversazioni tra avvocato e cliente persino nelle ordinanze di custodia cautelare redatte dai gip”.

E ciò mentre “permangono nel nostro codice di rito misure che alimentano questo senso di diffidenza verso la difesa, come la mai abbastanza vituperata facoltà del giudice – aggiunge la delibera – di fissare il divieto di colloqui della persona sottoposta a misura cautelare con il proprio difensore, mentre è dovuta intervenire la Corte costituzionale per abrogare l’assurda limitazione a tre per settimana dei colloqui con i propri avvocati dei ristretti in regime di 41 bis”.

E ancora, il sistema del cosiddetto “doppio binario”, nato anni fa come eccezione, che “si è da tempo stabilizzato nel nostro ordinamento ed ha preso a dilagare in ambiti che non riguardano più soltanto la criminalità organizzata, diventando il pretesto per la riduzione delle garanzie difensive e di libertà in tutto il processo penale”.

Per non parlare delle “preannunciate iniziative di legge che mirano al totale superamento del principio dell’immutabilità del giudice, così da far emettere la sentenza a chi non ha seguito il dibattimento, cosa contraria al dettato costituzionale anche se attualmente consentita, in via di eccezione, nei processi di criminalità organizzata”.

Contro questo degrado, si conclude, per recuperare il rispetto del diritto di difesa costituzionalmente garantito, “appare necessario mettere in atto una iniziativa di forte denuncia politica al fine di arrestare questa deriva ed iniziare una decisa inversione di tendenza negli organi istituzionali che ne sono la causa, oltre che per informare l’opinione pubblica”.

La camera penale di Viterbo aderisce all’astensione proclamata dall’unione delle camere penali.

Fabrizio Ballarini
Presidente della camera penale


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3 gennaio, 2014

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