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Viterbo - Rifiuti romani smaltiti a Monterazzano - Santucci (Fondazione) attacca: "Pure quando erano ufficiali le 2500 tonnellate d'immondizia capitolina, sono rimasti immobili"

“Perché sindaco e assessora Saraconi non hanno controllato?”

di Giuseppe Ferlicca

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Gianmaria Santucci

Gianmaria Santucci

Viterbo – “Se in commissione si è parlato del fax spedito dal commissario Sottile al comune, come mai nessuno fra i presenti ha capito? Siamo tutti scemi?”.

Rifiuti da Roma, più tempo passa e più la situazione si complica. Al comune che accusa Chiara Frontini di mentire sul fax ricevuto a palazzo dei Priori il 26 settembre dal commissario Sottile, dopo la diretta interessata, pure Gianmaria Santucci dice la sua.

In commissione il 16 dicembre il documento non è stato mostrato a nessuno.
“Intanto – ricorda Santucci (Fondazione) – la commissione è stata convocata su richiesta della minoranza e in quell’occasione l’assessore ha parlato di un comunicato ufficiale.

Tanto è vero che molti hanno capito che si trattasse di un comunicato stampa. L’assessora Saraconi ha ribadito che il comune non sapeva nulla dei rifiuti smaltiti a Viterbo”.

Il mistero del fax rimane. Quattro giorni prima che Malagrotta, il sito di smaltimento dei rifiuti romani chiudesse, ci sarebbe stata la telefonata richiamata anche nel documento, fra il commissario Sottile e il sindaco Michelini.

Per dire che l’immondizia romana sarebbe stata trattata a Casale Bussi?

Poco probabile, visto che il trattamento era già cominciato da gennaio. Magari, visto che dal 30 settembre Malagrotta avrebbe chiuso, forse il commissario intendeva comunicare che da quella data l’immondizia romana sarebbe stata accantonata (abbancata?) a Casale Bussi.

“E se anche cosi fosse – continua Santucci – non ti fai venire un dubbio? Non controlli? Non mandi nessuno?

Questo è il vero punto. L’immondizia romana arriva a Viterbo e non ti opponi nemmeno con atti amministrativi”.

Dal 30 settembre al commissario Sottile sono conferiti i poteri non solo per trattare i rifiuti romani fuori dalla capitale, ma anche per conferirli nelle discariche della regione.

“Alla luce del decreto – si domanda Santucci – qualche dubbio a chi amministra a palazzo dei Priori non è venuto? E la scoperta alla fine l’ha fatta la provincia, quando va in discarica, vede l’aumento dei quantitativo di rifiuti e si chiede come mai”.

In consiglio comunale il sindaco Michelini ha ribadito come sulla materia palazzo dei Priori non abbia potere.

“La legge regionale – sostiene Santucci – prevede che per lo smaltimento dei rifiuti ogni Ato deve essere autosufficiente. Ecco perché il nostro Ato è Viterbo – Rieti, perché se fosse solo Viterbo, non potremmo ricevere i rifiuti reatini.

Sostenendo che l’Ato romano non è autosufficiente, si è provveduto a portarli fuori. Su questo punto andava fatta la contestazione.”

Una volta accertato che i rifiuti romani sono stati effettivamente smaltiti a Monterazzano, sindaco e assessora cosa fanno? Niente.

“La polizia locale – ricorda Santucci – ai primi di dicembre chiede ragione alla società che gestisce l’impianto, dei conferimenti e vengono alla luce le 2500 tonnellate d’immondizia capitolina.

Dal 19 dicembre tanto il primo cittadino quanto l’assessora al ramo Saraconi, lo sanno ufficialmente, ma non si sono mossi. Nessun ricorso.

Poniamo che non ne avessero saputo nulla, perché comunque non presentare un esposto a tutela del territorio, come fatto dalla provincia?

A Monterazzano corriamo il rischio che con questo ritmo, la discarica si riempirà in fretta e per ampliamenti, fra permessi e autorizzazioni, ci vorrà un anno.

Così, a Viterbo facciamo la differenziata, risparmiamo tonnellate di rifiuti in discarica, anche con sacrifici, alla fine dei conti, vani, perché comunque si riempie lo stesso per effetto dell’immondizia romana”.

Giuseppe Ferlicca


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26 gennaio, 2014

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