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Viterbo - In commissione l'assessora Saraconi, il 16 dicembre, parla del fax ricevuto dal commissario Sottile in modo confuso ed errato. In comune non avevano capito il contenuto o l'avevano preso sottogamba

Rifiuti da Roma, quando la toppa è peggio del buco

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Il sindaco Leonardo Michelini e l'assessore Raffaela Saraconi

Il sindaco Leonardo Michelini e l’assessore Raffaela Saraconi

Viterbo – Rifiuti da Roma, la toppa è peggio del buco.

Il sindaco Leonardo Michelini per dimostrare alla consigliera Chiara Frontini che lo smaltimento dell’immondizia capitolina a Monterazzano a ottobre e novembre è avvenuto a loro insaputa, in consiglio comunale si è attaccato al dizionario, sostenendo come la parola abbancamento, riportata in un fax del 26 settembre spedito dal commissario Sottile, significasse trattamento, non smaltimento.

Salvo il giorno dopo, fornire un’altra versione. In un comunicato dell’amministrazione comunale si sostiene come le affermazioni di Chiara Frontini siano false e che quel fax, ottenuto con un accesso agli atti, era già stato presentato in una riunione in terza commissione il 16 dicembre dall’assessora Saraconi. Quindi Frontini avrebbe, stando all’amministrazione, scoperto l’acqua calda.

Tralasciando il fatto che non si capisce bene chi sia l’amministrazione comunale firmataria del comunicato (Sindaco? Assessori? Tutti e due insieme? Consiglieri di maggioranza?), chi dei due fra assessora Saraconi e Chiara Frontini non la racconta giusta?

La risposta è semplice, basta scorrere il verbale della seduta di commissione. Che si apre con l’invito del presidente Goffredo Taborri all’assessora a relazionare sui rifiuti romani smaltiti a Viterbo.

Raffaela Saraconi non ha difficoltà nello spiegare la situazione: “Siamo venuti a conoscenza – spiega Saraconi – nel momento in cui la provincia ha fatto l’articolo sulla stampa. Noi avevamo l’unico, diciamo documento, se così si può dire, in possesso dell’amministrazione.

Era un comunicato del commissario dei rifiuti della provincia di Roma, in cui appunto si diceva che i rifiuti di Roma capitale per il mese di ottobre sarebbero stati trattati… trattati non smaltiti, presso Casale Bussi, l’impianto di Casale Bussi, trattati, abbancati e poi rispediti a Roma”.

Questa la comunicazione che l’assessora fornisce ai consiglieri il 16 dicembre, sul fax ricevuto alla segreteria del sindaco il 26 settembre e il 30 settembre protocollato. Più di due mesi dopo rispetto alla data di ricevimento.

Fino ad allora, nessuno a palazzo dei Priori ha ritenuto opportuno discuterne, prendere provvedimenti o semplicemente chiedere chiarimenti. Curioso.

Il troppo tempo trascorso, poi, ha probabilmente annebbiato il ricordo del contenuto del fax all’assessora.

Le inesattezze si sprecano. “Come accennatole per telefono – scrive il commissario Sottile al sindaco Michelini – sarebbe estremamente utile che il rifiuto già inviato per il trattamento presso gli impianti di Ecologia Viterbo srl possa essere abbancato presso la vicina discarica.

Ciò, strettamente per i quantitativi previsti per il trattamento e solo per il mese di ottobre 2013”.

Termini e circostanze non coincidono. L’assessora Saraconi sostiene come nella comunicazione si parli di trattamento e non smaltimento dei rifiuti, ma Sottile scrive abbancamento.

Piaccia o no, abbancamento significa smaltire. Dai documenti in possesso del consigliere regionale Daniele Sabatini (Ncd), fra novembre e dicembre a Monterazzano dalla capitale è arrivata immondizia per complessive 2500 tonnellate.

Non ci capisce poi dove l’assessora Raffaela Saraconi abbia letto che i rifiuti sarebbero stati abbancati a Casale Bussi e poi rispediti a Roma. Pure in questo passaggio Sottile è chiaro. Non fa riferimento a Casale Bussi, dove i rifiuti romani già da gennaio 2013 venivano trattati, ma parla di abbancarli presso la vicina discarica. Ovvero, Monterazzano, visto che nel giro di pochi giorni, Malagrotta, la discarica dei rifiuti romani, avrebbe chiuso.

Un’informazione fornita ai consiglieri dall’assessora Saraconi, discutibile, come minimo tardiva, approssimativa, piena di lacune. I viterbesi si augurano che amministri meglio di come parla.

Con una così inesaustiva illustrazione, il fax portato nell’ultima seduta di consiglio comunale da Chiara Frontini era a tutti gli effetti una novità. Perché in commissione nessuno lo aveva visto e chi doveva raccontarne il contenuto, ha raccontato un’altra storia.

A meno che l’assessora quel sedici dicembre non facesse riferimento a un’altra comunicazione. Ma così contraddirebbe il comunicato dell’amministrazione in cui si parla della discussione proprio su quel fax in commissione. Un bel pasticcio. E più a palazzo dei Priori tentano di spiegare e più s’incartano.

L’assessora Saraconi prosegue la sua esposizione in commissione e incalzata dai consiglieri di minoranza ribadisce: “Il comune sicuramente non ha competenze in materia, però smaltire i rifiuti di Roma capitale a Viterbo sarebbe stata una cosa gravissima perché non è così compreso nella disposizione regionale”.

Poi ricorda come appena avuto notizie, cioè dopo la denuncia da parte della provincia, si sia rivolta in regione, dove ha ottenuto risposta negativa. Nessuna autorizzazione allo smaltimento. Che invece, si è scoperto poi, esserci stato.

Fermo restando che il comune non ha competenza diretta sui rifiuti, resta il fatto che a fronte di un fax arrivato in comune il 26 settembre, se ne dà notizia più di due mesi dopo e pure in modo inesatto e approssimativo.

Palazzo dei Priori non ha competenza per fermare i camion in arrivo da Roma, ma può intraprendere azioni politiche, far sentire la propria voce.

Invece in comune sono tutti zitti e anzi, pure quando la vicenda è venuta alla luce, si sono mossi in un modo che, a essere buoni, è stato inadeguato. Per un tema così delicato come quello dello smaltimento rifiuti.

Perché? Sindaco e assessora hanno preso sottogamba la comunicazione del commissario Sottile o non hanno proprio capito il reale contenuto del fax?

Per due cariche così importanti per la città, non si sa quale delle due ipotesi sia la peggiore.

Giuseppe Ferlicca


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27 gennaio, 2014

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