--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Roma - Inchiesta rifiuti Lazio - Cerroni a Fioroni in una delle "telefonate a ritmo serrato" di cui parlano i carabinieri del Noe

“Ve siete magnati tutto e non avete fatto niente…”

Condividi la notizia:

Manlio Cerroni

Manlio Cerroni

Giuseppe Fioroni

Giuseppe Fioroni

Roma – “Telefonate a ritmo serrato”.

Non una, ma tante. A volte da Manlio Cerroni. A volte da Giuseppe Fioroni. Ma al di là di chi alzasse per primo la cornetta, risulta evidente la frequenza dei contatti tra l’ex ministro viterbese e l’avvocato 86enne, patron di Malagrotta.

Le numerose telefonate sono documentate dalle informative dei carabinieri del Noe, nell’ambito dell’inchiesta sui rifiuti coordinata dalla procura di Roma. La stessa che ha fatto finire Cerroni ai domiciliari insieme ad altre sei persone. 

I carabinieri scrivono che “Intorno alla metà del 2008 Manlio Cerroni intratteneva una serie di contatti con soggetti politici di livello regionale e nazionale, affinché tali personaggi si adoperassero per giungere all’emanazione di una o più norme in grado di far elargire pubblici finanziamenti anche per l’impianto di Albano Laziale”. I nomi sono quelli di Mario Di Carlo. Ermete Realacci. Francesco Rutelli. Giuseppe Fioroni. “Era chiaro che la sua area di riferimento politica si attestava verso il Partito Democratico”, scrivono ancora gli uomini del Noe. “Una serie di contatti con soggetti politici di livello regionale e nazionale, affinché tali personaggi si adoperassero per giungere all’emanazione di una o più norme in grado di far elargire pubblici finanziamenti”.

Sarebbe stato questo, in sostanza, il contenuto delle telefonate con i politici: l’obiettivo di Cerroni che, dalle carte, è assicurarsi gli incentivi Cip6 per gli impianti di Malagrotta e Albano. I Cip6. Quelli inizialmente riservati alla Campania. Non i certificati verdi, che erano una formula di finanziamento che non piaceva a Cerroni, perché, come scrive il Noe nell’informativa, “presentavano un valore non ben definito, variabile nel tempo ed ancorato al principio della domanda e dell’offerta”. 

E’ in una conversazione con Fioroni che il re di Malagrotta si scaglia pesantemente contro i certificati verdi e chi li ha ideati. Come se fossero uno dei peggiori mali dell’Italia.

Ecco cosa si dicevano Cerroni e Fioroni:

Cerroni: ma… quella è una buffonata… ma chi sò ste persone che stanno con te… quella è una buffonata…

Fioroni: no no quella è… quella l’hanno, presentata i due massimi esperti… ambientalistiiii…

Cerroni: e questa invece vedi è la più grande buffonata di questo mondo no! E perché se mai qualche cosa va fatto questi pezzi di carta che si chiamano certificati verdi, che fai te ne sbatti alle palle! Che garanzia ha sul mercato a chi le appoggiate…

Fioroni: quindi quella cosa che loro dicono è inesistente!

Cerroni: non esiste… non esiste, non solo ma la cosa peggiore è un’altra… cioè loro attribuiscono, grosso modo un 40%, ai rifiuti tal quali cioè all’incenerimento tout-court senza dare nessun privilegio diciamo nessun incentivazione a quelli invece che li selezionano e mandano ad incenerire solo la parte vocata all’incenerizione. E’ semplicemente un disastro questo… ecco perché ‘sto cazzo di paese sta così… sta… non ho capito questi sono amici sanno tutto fanno tutto questo è un macello è…

Fioroni: no questi poi hanno fatto un lungo incontro di studio con…

Cerroni: ma questi chiamino le persone che, ma chi cazz… cosa vuoi studiare… ma chiama una persona che se ne intende no!

Di fronte allo sfoggio di conoscenze di Cerroni, l’ex ministro viterbese alza le mani. “Il tema… il tema… il tema da proporre, quindi, qual è?”, chiede. E Cerroni risponde con quello che più gli fa comodo: “Il tema fondamentale è il Cip6. Chi avuto avuto avuto, chi ha dato ha dato ha dato”. E poi, con una punta di amarezza: “Sono veramente deluso, penso che tanto me ne andrò prima di vedere questo paese a rotoli… che l’avete ridotto… ve l’abbiamo dato un cammello con due gobbe… ve siete magnati tutto e non avete fatto niente, me lo state ridando come la vacca di Bombai guarda… ci ho sprecato la vita e non è servito a niente… è stata una follia però se dobbiamo fare qualcosa insieme vediamolo eh! Capito?”. 

A quella telefonata ne seguiranno altre. Poi un incontro il 31 luglio 2008 “cui forse partecipa anche Fioroni”.

Nell’informativa dei militari si legge che “A breve distanza da questo incontro e precisamente in data 6 novembre 2008 veniva emanato il decreto legge 172 che attraverso l’articolo 9 concedeva incentivi Cip6 a tutti gli impianti di incenerimento realizzati in regioni sottoposte a gestione commissariale in tema di gestione rifiuti. Chiaramente anche il Lazio rientrava nel novero di tali regioni”.

Missione compiuta e superato l’ostacolo iniziale, che prevedeva finanziamenti solo per la Campania. Cerroni riusciva ad assicurarsi gli incentivi Cip6 sia per Malagrotta, sia per Albano.  


Condividi la notizia:
18 gennaio, 2014

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR