Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Tutti conoscono gli effetti che la “caffeina” produce sull’organismo, come l’aiuto alla vigilanza mentale in momenti di stanchezza o sonnolenza, in quanto stimolante del sistema nervoso centrale; fino a ieri, pure noi pensavamo che tale sostanza provocasse gli stessi effetti anche alla gente di Viterbo ma così non è, visto che, in questi giorni, “Caffeina” sta creando pericolose fibrillazioni nella squadra politica che guida il governo della città.
Evidentemente, assunta in forti dosi, “Caffeina” perde gli effetti benefici sulla persona a vantaggio dei gravi effetti collaterali che si osservano in coloro che ne fanno abuso, un po’ come si può evidenziare nel recente “sfogo oratorio” di Filippo Rossi e nel ricorso alla magistratura minacciato da Giacomo Barelli, rispettivamente presidente del consiglio comunale e assessore alla cultura.
A quanto pare, i due politici non hanno affatto digerito il pensiero delle persone che hanno ipotizzato un possibile “conflitto di interessi” tra la carica ricoperta in comune ed un certo protagonismo in “Caffeina”, la bella manifestazione culturale che i Viterbesi hanno accolto con grande piacere per l’influenza positiva che produce sulla città.
Lo sguardo benevolo della Regione Lazio sull’annunciato sussidio al prossimo appuntamento di Caffeina, a fronte del “tiepidissimo” dissenso dell’amministrazione comunale sulla valanga di rifiuti che Roma continua a scaricare sulla testa dei viterbesi, ha attivato perplessità e supposizioni che non sono piaciute a Barelli e a Rossi, tanto da indirizzarli verso una diatriba per certi versi grottesca e, per restare nell’atmosfera festosa del carnevale, alquanto pagliaccesca, soprattutto quando lo stesso Rossi si definisce “…un poveraccio che ha provato a fare qualcosa per la città…”, “…non me lo ha ordinato il dottore…”, “ viene voglia di andarsene…” . Evidentemente, il presidente del consiglio svolge la sua carica senza percepire retribuzione o devolve tutto in beneficenza e affrontare, come dice Barelli, coloro che, “…perse le elezioni, cercano di rovesciare il risultato infangando le persone senza alcun limite…”, raggiunge livelli non più sopportabili.
L’affannosa attesa della gente che spera di veder realizzato qualcosa di concreto che possa portare beneficio alle famiglie ed alle imprese, è destinata a durare ancora per molto, perché “ieri” l’attenzione del comune era puntata sulla famosa “Carrozza dei Priori” da regalare o meno, mentre oggi, nell’agenda politica viterbese, è annotata l’afflizione di Rossi, convinto che “tutti lo odiano…”, e di Barelli che fa sapere di “non essere un criminale…”, quando nessuno lo ha accusato di questo.
Meno male che il sindaco Michelini dice che tutto va bene.
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