Viterbo – Terremoto in vista nella maggioranza a palazzo dei Priori. La terra sotto qualche assessore, trema.
Il carnevale rischia di fare la festa a Viva Viterbo, in particolare al suo assessore Giacomo Barelli.
L’assegnazione dell’avviso per iniziative fra giovedì e martedì grasso ha portato su palazzo dei Priori una valanga di critiche, dall’opposizione e malcontento e mugugni nella maggioranza. Una scena già vista, da Ferento in poi.
Il sindaco Leonardo Michelini quanto riuscirà a resistere?
Da più parti si parla di una verifica non più rinviabile.
Il Pd punta i piedi e non da ieri, ma anche dentro Oltre le mura le facce diventano scure quando si parla di cultura, e non solo.
Insoddisfazione per le gaffe ripetute, la scarsa efficienza. Quest’amministrazione non va. Ma quello che rischia davvero è il responsabile della Cultura. Giacomo Barelli.
C’è chi lo vede fuori dalla giunta prima di Pasqua. Voci, ma fino a un certo punto.
Non se la passa bene nemmeno Raffaela Saraconi. A via Garbini hanno cambiato le targhe dell’assessorato. Non più Lavori pubblici, ma Riposi pubblici.
Più difficile, però, rispetto a Barelli, che possa essere messa fuori squadra. Nonostante pure all’interno di Oltre le mura, movimento in cui è stata eletta, non sarebbero in molti a stracciarsi le vesti. Semmai un rimescolamento delle carte.
Ma è la giunta nel suo complesso a deludere. Detto di Barelli e Saraconi, ci sono poi gli assessori assenti: Raffaella Valeri e Alessandra Zucchi. Chi le ha viste, ma soprattutto, chi le ha sentite?
Quale incredibile proposta per la città hanno elaborato?
A parte bandi contestati. Zucchi ha un assessorato tecnico, gli Affari amministrativi, ma Valeri è all’Ambiente. Argomenti non le mancherebbero, eppure…
Chi non fa e chi fa troppo. A questa categoria appartiene Fabrizio Fersini, responsabile dei Servizi sociali. Personaggio diretto e fumino. Due caratteristiche grazie alle quali si sta attirando le “simpatie” di molti a palazzo dei Priori.
Rimangono Alvaro Ricci, Luisa Ciambella e Antonio Delli Iaconi. A vario titolo, la loro parte la stanno facendo.
Ma se serviva un’amministrazione a trazione integrale, bastava nominarne quattro di assessori e il resto tenerli di scorta.
Tutte considerazioni che prima o poi (molto più più prima che poi), arriveranno sulla scrivania del sindaco Michelini.
Che sarà chiamato nell’ingrato compito di dover finalmente prendere una decisione.
Cambiare qualcosa o qualcuno o andare avanti così. In quest’ultimo caso, contento lui… scontenti i viterbesi.
Giuseppe Ferlicca
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