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Viterbo - Comune - Polemiche sull'intenzione di cederla a Piacenza - Il sindaco Michelini spiega il perché deve far posto al capolavoro di Sebastiano Del Piombo - A Barelli non dispiace l'idea di darla in "comodato d'uso"

“Carrozza dei Priori? Meglio la Pietà”

di Giuseppe Ferlicca
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La carrozza dei Priori

La carrozza dei Priori

Giacomo Barelli e Leonardo Michelini

Giacomo Barelli e Leonardo Michelini

Viterbo – “Io credo che il simbolo di Viterbo sia la Macchina di Santa Rosa e non la carrozza.

Poi se vogliamo dire che esiste pure la carrozza di Santa Rosa, va bene, parliamone”.

La carrozza ricordata dal sindaco Leonardo Michelini è quella dei Priori, conservata nella sala della Madonna in comune e che da quanto anticipato dall’assessora Saraconi, potrebbe essere ceduta in comodato d’uso al museo delle carrozze di Piacenza.

Idea per niente gradita dai consiglieri d’opposizione. La polemica va in carrozza, ma il primo cittadino non ci sale.

“Non so da quanto tempo si trovi lì – precisa Michelini – ma quella non è la sala della carrozza, piuttosto della Madonna della Quercia, con un dipinto della processione.

Fra le ipotesi che io ho avanzato c’è quella di esporci in modo definitivo la Pietà di Sebastiano Del Piombo, che un tempo si trovava al pianoterra di palazzo dei Priori.

Ritengo che un simile capolavoro dia risalto al palazzo stesso e all’attigua sala Regia, dal valore inestimabile.

Qualcuno preferisce tenerci la carrozza? Discutiamone, facciamoci un ordine del giorno in consiglio comunale. Tanto qui si discute di tutto”. Sottinteso, a volte a sproposito.

Fare spazio al capolavoro di Sebastiano Del Piombo è un’idea, ma si deve necessariamente cedere la carrozza? Non si potrebbe trovare un’altra collocazione?
“Può essere un’idea – concorda il primo cittadino – in un altro posto, altrettanto degno rispetto al palazzo comunale.

Con tutto il rispetto, io credo che chi viene in visita al comune, preferisca vedere la Pietà piuttosto che la carrozza.

Abbiamo visto tutti il successo della mostra.

Poi, ripeto, se vogliamo banalizzare tutto, apriamo un confronto”. Purché se ne parli.

L’assessore alla Cultura Barelli, invece, mette le mani avanti: “Precisiamo, non ho niente contro la carrozza. L’idea era spostarla dalla sala dove si trova ora.

Attualmente non ci sono targhe, non è spiegato di cosa si tratti. Darla in comodato al museo piacentino delle carrozze era un’idea per fare promozione territoriale.

Nella struttura di Piacenza sarebbe stata esposta con la scritta della provenienza, quindi con informazioni su Viterbo”.

Marketing territoriale, che però non convince i consiglieri di minoranza. “Attualmente – continua Barelli – ripeto, è esposta priva d’informazioni, è stata posizionata in quella sala senza rilievi scientifici.

Forse sta lì perché c’entrava, senza un vero criterio museologico. Non capisco la polemica che si è innescata.

In tutti questi anni mi chiedo come mai altri non abbiano fatto quegli interventi che oggi chiedono.

Darla in comodato d’uso al museo di Piacenza non significa regalarla, era un modo per fare promozione”.


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18 febbraio, 2014

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