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Viterbo - Nell'anniversario della morte che ricorre il 29 marzo l'Anpi ricorda l'ultimo presidente del comitato provinciale

“Cinque anni senza Biagio Gionfra”

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Biagio Gionfra

Biagio Gionfra

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Cinque anni fa, la domenica mattina del 29 marzo 2009, all’ospedale di Belcolle, ci lasciava Biagio Gionfra, l’ultimo presidente partigiano del comitato provinciale Anpi di Viterbo.

Nato il 26 maggio 1926 a Vignanello, ove suo padre era stato tra i fondatori della sezione Pcd’i, giovanissimo, emigrava con la famiglia a Milano per il commercio di vini. Iniziava a fare il barbiere, come garzone, nei pressi di piazza Fontana.

Durante la guerra entrava in contatto con gli ambienti cospirativi e si dedicava alla diffusione della stampa clandestina. A causa d’un increscioso occorsogli mentre era nella barberia, finiva nelle attenzioni della polizia fascista. L’8 Settembre 1943, diciassettenne, pur non avendo obblighi di leva, decideva di unirsi alla Resistenza.

Veniva assegnato alla 75esima brigata Garibaldi, operante nel Biellese, con Cino Moscatelli. Il 24 aprile 1945 partecipava, quindi, alla Liberazione di Biella per proseguire la Lotta partigiana nei giorni successivi al 25, laddove i nazifascisti non intendevano arrendersi. Tornato a Milano, la città dell’Insurrezione, riprendeva il lavoro di barbiere e si impegnava nell’Anpi, tenendo rapporti con tutti i principali nomi della Resistenza, tra i quali quello del Comandante Visione, la Medaglia d’oro Giovanni Pesce, di cui diverrà autista.

Tornava a Vignanello nel 1997 e, immediatamente, prendeva contatti con l’Anpi, di cui, nel 2002, con la morte di Luigi Amadori, diveniva presidente provinciale. Sono gli anni in cui a Viterbo si assiste a un’escalation della violenza fascista e Biagio è sempre presente alle manifestazioni di contrasto, con interventi che inevitabilmente scaldano i partecipanti.

Gli anni della presidenza Gionfra sono anche quelli in cui si pone il problema del passaggio del testimone nell‘Anpi, sancito poi al XIV congresso nazionale, nel 2006. Con Biagio si iscrivono, difatti, molti giovani che assumono anche incarichi dirigenziali, e quando egli viene a mancare il passaggio è nei fatti avvenuto.

Ai funerali, tenuti a Vignanello e al cimitero di Viterbo, c’erano tutte e tutti a dare l’ultimo saluto a “Biaggio i‘ milanese“, nella consapevolezza che una fase si andasse irrimediabilmente a chiudere. È trascorso un lustro in cui Gionfra ci è mancato moltissimo, per la sua umanità, la sua esperienza e la sua inesauribile energia. In questi cinque anni abbiamo cercato, o creduto, di fare del nostro meglio per essere all’altezza, anche se l’Anpi non poteva essere più la stessa cosa, nel bene e nel male.

La sua testimonianza è consultabile nei seguenti lavori: L’ Antifascismo a Viterbo e in Italia: Storia e Cronaca, di Silvio Antonini, Giuliano Calisti e Francesco Cerra, 70’_Dvd_Italia_2004; Morale della favola, Mostra audiofotografica a cura di Daniele Vita, 2008; Morale della favola, Raccontare la Resistenza oggi, a cura di Marco Trulli, Roma, Purple Press, 2009; Aspettando gli Alleati, Antifascismo e Resistenza nel Viterbese, di Giuliano Calisti e Francesco Giuliani, 30’_dvd_Italia_2009; Partigiani, Mostra fotografica a cura di Giulio Malfer, 2010.

Silvio Antonini
Presidente Cp Anpi Viterbo

 


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29 marzo, 2014

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