Viterbo – Erano giorni che avevo deciso di farlo. Abito lungo la Cassia Cimina che quotidianamente percorro per recarmi in ufficio.
Da tempo nuovi tesori sono visibili sul bordo strada che meritano la dovuta testimonianza. Scendendo, costeggiando la pineta arrivo al bivio per Canepina e…ecco una spontanea ‘isola ecologica’ vicino al casottino in tufo (esso stesso pieno di rifiuti).
Continuo verso Viterbo e sulla sinistra, laddove il bordo strada si allarga in un piccolo spiazzo in corrispondenza con un ingresso in pineta, ecco una nuova ‘isola ecologica’ dove attenti ‘operatori ecologici’ hanno pensato bene di dar fuoco al cumulo di rifiuti. Ma continuiamo e, in un nuovo spiazzo un’ampia varietà di rifiuti… uno scatolone, un cumulo di calcinacci si distinguono tra le solite buste di indifferenziato.
Non scoraggiamoci all’ingresso alla pineta che troviamo dabbasso, buste di plastica fanno da cornice colorata alla nuova cartellonistica sui sentieri nell’area verde. Comincio ad essere stanco e mi fermo a riposare al bivio per San Martino, ma… come? E le buste? Ah eccole, mi pareva. Sono quasi a Viterbo. Ecco il bivio per Monte Pizzo: l’apoteosi, tanti colori e forme… e dire che siamo alle porte della fantomatica riserva naturale dell’Arcionello.
Non voglio dilungarmi troppo. Qualche tempo fa ho evidenziato su Tusciaweb la presenza di un’isola ecologica (vera) stracolma di rifiuti non smaltiti all’uscita di Bagnaia sulla superstrada Orte – Civitavecchia (si fa per dire) esortando il Comune a provvedere (devo dire che il sito dopo 24 ore era perfettamente svuotato).
Oggi prima di tutto mi chiedo e chiedo a tutti coloro che ancora evidenziano legittimamente disservizi degli enti preposti nella gestione dei rifiuti, come si fa a rimediare all’inciviltà di parecchi nostri concittadini. Cosa passa per il cervello di chi lascia rifiuti ovunque, anche nel polmone verde del nostro territorio, lungo una delle ‘porte’ di ingresso a Viterbo. Come ci permettiamo poi di biasimare il fatto che il nostro territorio non riesca ad ‘evolversi’ (il termine l’ho opportunamente scelto) e mettere a frutto l’eccezionale patrimonio naturale oltre che storico-culturale che ci è stato dato in dote. Viterbo città della Cultura? Ma scherziamo? La città non esiste senza i cittadini.
I viterbesi sono Viterbo, e Viterbo è quello che sono i viterbesi. Le responsabilità non sono solo di chi parcheggia sulle fontane o lascia rifiuti ovunque, la responsabilità è anche nostra, della nostra indifferenza, nel pensare ‘non sono stato io, non sono fatti miei’.
Chiudo chiedendomi se Provincia o Comune (non so per ignoranza a chi sia dovuta la pulizia lungo la cassia Cimina) non debbano comunque rimediare a questo scempio, innanzitutto provvedendo a eliminare queste ‘isole ecologiche’ abusive, e , magari dare un segnale di forza e coerenza considerando che il tema della cultura (anche del territorio) ultimamente è sulla bocca di tutti a Viterbo e… “fa spettacolo”.
Andrea Vannini
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