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Crisi in comune - L'ex ministro sull'azione avviata dal Pd nei confronti della giunta Michelini e sulla presenza di Viva Viterbo in maggioranza

Fioroni: “Bene la verifica”

di Emiliano
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Giuseppe Fioroni

Giuseppe Fioroni 

Viterbo – Fioroni: “Bene la verifica”.

Pollice in su di Giuseppe Fioroni per la verifica di maggioranza avviata dal Partito democratico. L’amministrazione Michelini continua a tremare col Pd che non vede di buon occhio la presenza in giunta di Viva Viterbo e il sindaco che continua a ribadire la fiducia al movimento di Rossi.

La verifica, per l’ex ministro, è la soluzione migliore che servirà ad avere la quadratura del cerchio.

Anche sull’entrata del Pd nel Pse, Fioroni ha le idee chiare e annuncia a breve un referendum perché gli iscritti si esprimano sull’eventuale fusione.

Dopo il terremoto in comune su Viva Viterbo, cosa ne pensa dello situazione delle giunta  Michelini?
“Il Pd ha avviato un percorso giusto – dice Fioroni -. Il 5 marzo è fissata la verifica politico-programmatica in cui verrano stabilite le priorità e le scadenze per realizzarle. Sarà anche una verifica delle risorse migliori da mettere in giunta. Una posizione quindi è stata presa”.

Il sindaco Leonardo Michelini, però, continua a dire che Viva Viterbo non si tocca.
“Non è che uno si alza la mattina e decide di buttare fuori Viva Viterbo dalla maggioranza. Il Pd, secondo me, ha deciso di fare la cosa giusta. La verifica, ripeto, servirà a incontrare i diversi gruppi di maggioranza per fissare gli obiettivi e i tempi per realizzarli. Le proposte saranno quindi presentate al sindaco. Certe decisioni non si prendono con le liti o le risse. Dopo otto mesi dall’insediamento dell’amministrazione, è comunque giusto fare il punto della situazione rispetto al programma che ci si era dati”.

Si rende conto, però, che il 90 per cento di questo tempo è stato impiegato dal sindaco per riparare le gaffe e gli scivoloni fatti da Viva Viterbo?
“Intervengo su quello che compete a me e non su quello che spetta al sindaco”.

Non crede che la città si sia stufata?
“Il 5 marzo si apre un nuovo percorso con la verifica politico-amministrtiva – ribadisce ancora Fioroni -. Saranno coinvolti tutti i gruppi consiliari e le forze politiche per stabilire i progetti da mettere in atto. Se ci saranno correzioni da fare, poi, verranno portate avanti. In certi contesti, l’unico modo per evitare che le situazioni precipitino o che le intemperanze personali abbiano il sopravvento, è che la politica faccia il suo corso. C’è una maggioranza e il Pd ha fatto bene ad aprire la verifica. Alla fine, si avrà la quadratura del cerchio. Mi sembra la soluzione migliore. Le battaglie politiche del resto non si fanno a colpi di articoli di giornale. Definire la tempistica è fondamentale…”.

In questo, Renzi insegna…
“Individuare i tempi è fondamentale – risponde, sorvolando il riferimento al neo premier -. Poi si trovano le priorità e le persone adatte a concretizzarle”.

Lei, invece, cosa farà sulla scena politica nazionale? Se ne andrà dal Pd ora che state entrando nel Pse?
“E perché mai? Siamo un paese di pusillanimi e i fatti di giovedì lo dimostrano visto che in pratica è stata fatta una direzione esclusivamente per me. Ed è anche per questo che ho deciso di far partire un referendum tra gli iscritti perché si esprimano sull’entrata del Pd nel Pse. Prendo atto poi di quello che ha detto Matteo Renzi, e cioè che questo è un punto d’inizio e non di arrivo e sono convinto che per cambiare l’Europa abbiamo bisogno dell’alleanza coi socialisti, però, dobbiamo fare delle distinzioni. Con loro abbiamo la stessa aspirazione sociale, ma una sostanziale e diversa ispirazione ideale”.

Vuole che tutti si muoia democristiani e non socialisti… 
“No, no, no… Sono per costruire. Appoggio la proposta del mio amico Dario Nardella di chiamarci semplicemente “democratici” con quello che ne conseguirà sul piano europeo. Mi sembra chiaro che tra “democratici” e “socialisti” c’è un abisso di differenza. Ma poi quando mi si chiede di andare con loro per eleggere Schultz, rispondo dicendo che Schultz non lo eleggiamo noi, ma la Merkel. Se dobbiamo, dunque, ridurre il potere tedesco per cambiare la politica del rigore, non possiamo essere assoggettati a Schultz e alle decisioni della cancelliera. Questo, però, è un vizio dell’Italia, da sempre. Lo diceva Carducci nel discorso per la morte di Garibaldi  del 4 giugno del 1882, in cui, già allora, si chiedeva se noi italiani fossimo gli amici di Bismark, la Merkel di allora, o uscieri di seconda scelta.

Spinelli, che era un eretico benpensante, scrisse una pagina profetica in questo senso prima di morire.Pagina in cui sosteneva che il futuro dell’Europa non si sarebbe diviso tra la sinistra più o meno socialista e la destra più o meno liberale. Per lui, ci saremmo divisi tra chi avrebbe voluto gli Stati uniti d’Europa e chi il potere degli stati nazionali. Che è quello che sta avvenendo. Insomma dobbiamo avere il coraggio di essere innovativi in Italia e in Europa. Quando abbiamo creato il Partito democratico, abbiamo scelto di non chiamarci socialisti. E l’abbiamo fatto sapendo che su quella anomalia si dovevano cambiare le famiglie europee. Noi non siamo la sezione italiana del Pse e quando abbiamo fatto il Pd ne eravamo pienamente consapevoli. Su tutto questo sarà interessante sentire l’opinione degli iscritti”.

Insomma la vera partita si gioca in Europa.
“Dobbiamo avere lo stesso coraggio che Renzi mette nel cambiare il paese. Nell’asse tra Roma e Bruxelles non possiamo smarrirci e rinunciare al cambiamento. E’ questa la sintesi del mio intervento di giovedì e che è stato applaudito da una direzione che ha votato dall’altra parte”, ironizza con una punta di soddisfazione Fioroni.

Un classico…
“Sono un uomo libero – conclude Fioroni -. Ho fatto il mio intervento il giorno prima della nomina dei sottosegretari con i miei amici che si sono astenuti e che hanno rischiato insieme a me. Alla fine, però, la posizione politica c’è e diversi esponenti cattolici sono stati nominati sottosegretari anche in posti importanti come al Lavoro e agli Interni… Di area cattolica, infatti, ci sono Bocci, Bobba, Biondelli… Insomma ce ne stanno”.

Emiliano


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1 marzo, 2014

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