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Viterbo - Il responsabile Antonino Corsini lancia l'allarme: "Senza i subacquei ripercussioni sulla rapidità dei soccorsi"

Nucleo sommozzatori a rischio chiusura

di Maria Letizia Riganelli
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Il funzionario Antonino Corsini

Antonino Corsini 

I sommozzatori in acqua

I sommozzatori in acqua 

I sommozzatori dei vigili del fuoco

I sommozzatori dei vigili del fuoco 

I vigili del fuoco sommozzatori

I vigili del fuoco sommozzatori 

Viterbo – La squadra dei sommozzatori di Viterbo a rischio chiusura. I tagli, previsti del progetto di riordino del governo, non salvano nemmeno i vigili del fuoco.

La squadra che si è distinta per gli interventi dopo il naufragio del barcone dei migranti sulle coste di Lampedusa e quello all’isola del Giglio alla ricerca di corpi nella Costa Concordia potrebbe essere smantellata.

A lanciare il grido d’allarme è Antonino Corsini, responsabile dell’unità di soccorso subacqueo e acquatico di Viterbo e fondatore del nucleo. In una lettera indirizzata a tutte le autorità politiche del territorio chiede un intervento per fermare il taglio.

“Il progetto di riordino dell’organizzazione del soccorso – si legge nella lettera -, recentemente delineato dal dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, ha previsto l’avviamento a chiusura del nucleo sommozzatori di Viterbo. Nucleo nato – racconta nella lettera Corsini – nel lontano 1981, dalla tenace volontà di un gruppo di vigili del fuoco, di cui posso vantare di aver fatto parte. Nel corso della sua ultratrentennale attività il nucleo ha rappresentato un presidio di soccorso di fondamentale importanza per tutta la Tuscia e per le limitrofe province di Terni e Perugia. Molteplici sono stati, ogni anno, gli interventi di salvataggio portati a termine, in ogni stagione e in ogni condizione climatica, lungo tutto il tratto costiero compreso tra la penisola dell’Argentario e Civitavecchia per 70 km di costa, nei laghi di Vico, Bolsena, Mezzano, bacini artificiali come Alviano e Corbara, in tutte le acque interne e negli scenari alluvionali, come quelli di Tarquinia e Montalto di Castro”.

I nuclei in base al disegno di legge passeranno dagli attuali 534 a 510. Tra questi quello viterbese, composto da sette vigili del fuoco più il responsabile Antonio Corsini.

“Durante gli anni – continua – i ragazzi che compongono il nucleo hanno maturato esperienze e professionalità del settore, hanno acquisito abilitazioni particolari come speleo sub, istruttori sommozzatori, operatori di sistemi filoguidati, e proprio per questo lavoro sono stato richiesti anche per interventi di soccorso di eccezionale rilievo”.

Secondo il responsabile il riordino del soccorso rischia di vanificare il prezioso lavoro dei vigili del fuoco portato avanti con sacrificio. Ma soprattutto il taglio graverebbe sulle operazioni nel territorio. “Se il progetto dovesse ricevere piena attuazione – si legge infine -, per gli interventi in ambiente subacqueo dovrebbero intervenire i nuclei di Roma o Firenze, con evidenti ripercussioni sulla rapidità, efficacia ed efficienza del soccorso”.

Senza contare la dispersione di competenze, visto che i sette sommozzatori del nucleo Viterbo, per mantenere la loro specializzazione, potrebbero essere trasferiti in uno dei nuclei di soccorso subacqueo italiani.

Maria Letizia Riganelli

 


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27 marzo, 2014

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