Soriano nel Cimino – (s.m.) – Palazzo Chigi Albani torna a splendere. Un intero paese ha fatto festa per la riapertura delle antiche scuderie accanto alle fontane di Papacqua.
Dagli anni Novanta quell’ala del palazzo non vedeva la luce. Sabato le scuderie hanno spalancato le porte per mostrare i capolavori di Lucio Ranucci. Un’esposizione permanente di 24 tele, custodite gelosamente per anni dall’artista e regalate al comune di Soriano nel 2002.
“La location è straordinaria – afferma il nipote del pittore, Marco Ranucci, sorianese -. Penso di poter parlare a nome di tutti i parenti. Siamo orgogliosi che il comune abbia voluto questa magnifica cornice per le opere di mio zio”.
L’inaugurazione di mostra e scuderie si è svolta sabato pomeriggio, alla presenza di un pubblico folto e commosso. “E’ stata una festa – dice la direttrice della biblioteca di Soriano Gabriella Evangelistella -. Un paese che ha ripreso possesso di uno spazio rimasto chiuso per troppo tempo”.
Varcare quella soglia, per i più giovani, ha avuto il sapore di una prima volta. Gli ultimi eventi culturali nel palazzo risalgono al ’95. Dopodiché più nulla, se non buio, polvere e un intero complesso abbandonato per vent’anni.
“Oggi ripartiamo dalla pinacoteca – spiega Gabriella Evangelistella -, ma è solo il primo passo di un progetto più grande. Sempre nelle scuderie avrà sede il centro documentale della collezione Mario Valentini: una raccolta di libri di storia dal 1500 ai giorni nostri, su Soriano e altri comuni del Viterbese. Tra una settimana, presenteremo qui la guida archeologica del professor Valentino D’Arcangeli. Per agosto metteremo in mostra le opere del maestro Ioppolo. Le idee per far risorgere questo complesso sono tantissime”.
Palazzo Chigi è stato a lungo proprietà privata. Il complesso comprende le scuderie, le fontane e le cascate di Papacqua e la villa rinascimentale che, nel tempo, hanno avuto destini diversi.
La villa, comprata nel 2005 da comune e provincia, è ancora off limits. Una perla chiusa nella conchiglia.
In dieci anni ha visto solo qualche intervento di messa in sicurezza per evitare che cadesse a pezzi. Per un restauro completo non basterebbero centinaia di migliaia di euro e, per ora, mancano anche quelli. Ma la villa invecchia e degrada in attesa dei finanziamenti.
Per riaprire le fontane ci sono voluti trent’anni. Quanto alle scuderie che furono la casa del filologo Ernesto Monaci, il comune le ha riacquistate nel 2004, in controtendenza con la cartolarizzazione dei beni culturali a livello nazionale. Il restauro è costato un milione di euro. Lavori decennali e cari, ma ne è valsa la pena: le scuderie sono tornate in vita. Merito anche dei colori esplosi dalle tele di Ranucci, che hanno conquistato il pubblico all’inaugurazione di sabato. Resteranno in mostra ogni weekend, il sabato e la domenica.
“Per noi è un privilegio esporre queste opere – dichiara Gabriella Evangelistella -. L’artista, dato il loro valore affettivo, non ha mai voluto venderle. Questo aumenta a dismisura il valore della donazione. Per ricambiare abbiamo avviato le pratica per la cittadinanza onoraria a Ranucci”. L’artista, infatti, è originario di Como, ma con Soriano ha un legame speciale: sorianese era il padre e nel centro cimino vive tuttora un pezzo della sua famiglia. Oggi ha 89 anni e abita in Costa Azzurra. Ha girato il mondo, ma Soriano gli è rimasta nel cuore.
Il paese ha festeggiato lui e le rinate scuderie, sabato pomeriggio, con il sindaco in prima fila, un’invasione di sorianesi e i figuranti del rione Papacqua: guardie, musici e damigelle in abiti storici per spalancare le porte e tagliare il nastro.
“Palazzo Chigi, finalmente, è rivivibile – annuncia Fabrizio Allegrini, della cooperativa sociale Il Camaleonte -. Il comune ha sempre appoggiato il nostro progetto di recupero. Abbiamo già in programma visite dei ragazzi delle medie e percorsi didattici per i bambini delle elementari. Vogliamo che anche per loro il palazzo diventi un posto importante. Un luogo del cuore, per parafrasare lo slogan del Fondo ambiente italiano”.
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