Viterbo – Marcello Meroi resta presidente della provincia.
La mozione di sfiducia presentata dalla minoranza ottiene otto voti favorevoli, otto contrari e tre astenuti. Servivano tredici voti per sfiduciarlo, quindi non è valida.
Dicono sì gli otto consiglieri di minoranza, astenuti Bartolacci, Capitoni e Cuzzoli (Ncd), con il no di Serra, Urbanetti, Torromacco, Cataldi, Bigiotti, Galli, Casini e Meraviglia.
Meroi resta, ma ha le ore contate. Il Nuovo centrodestra ha fatto partire il conto alla rovescia. Se entro mercoledì non sarà nominata di nuovo la giunta politica, in base a un accordo raggiunto, allora la mozione di sfiducia la presenteranno direttamente dalla maggioranza. Ah, crederci. Resta il fatto che il presidente, viste le tre astensioni nella sua maggioranza, non gode della fiducia da parte di tutti i suoi consiglieri.
La seduta convocata oggi a mezzogiorno comunque porta bene. Si parte al primo appello. Caso più unico che raro. Dei dieci di minoranza, sono sette i consiglieri presenti. Nel Pd mancano Ciancolini e Palozzi, che arriva poi, oltre a Saladino del gruppo misto. Non c’è il presidente Marcello Meroi. Assenza prevista e nota.
In maggioranza fra gli assenti, Laura Allegrini e Vincenzo Bruni (Ncd). Nel Nuovo Centrodestra sono solo in tre, Capitoni, Bartolacci e Cuzzoli.
Un dibattito assolutamente sottotono (inutile?). Probabilmente perché l’esito è scontato, non ci sono i numeri per far passare la sfiducia, ma forse anche perché l’ente ormai è morto, tutti lo sanno, ma guai a dirlo a chi sta tra i banchi e tanto si sta affannando per ignorare una norma nazionale entrata in vigore
Parla il capogruppo Democratico Federico Grattarola, stimola il centrodestra a uscire allo scoperto.
Capitoni, capogruppo Ncd raccoglie e parte con un distinguo. Il suo gruppo non ha approvato fin dall’inizio la formazione di una giunta di tecnici. E rivela un accordo fra le forze di maggioranza.
“Tra domani e dopodomani è prevista la fine della giunta tecnica – spiega Capitoni – e l’insediamento della nuova a breve.
Noi avremmo votato la mozione di sfiducia se non si fosse arrivati a un accordo e siamo ancora convinti, ma ci sono aperture su una giunta a cinque politica. Noi stessi abbiamo rinunciato a un assessore.
Se non è l’ennesimo bluff, ci auguriamo che fra domani e dopodomani si insedi la giunta politica”.
Annuncio che non convince Carai (Pd). Bocciatura su tutta la linea dell’amministrazione provinciale e propone un dibattito sui tre anni di lavoro. Scarso lascia intendere Carai, con la politica troppo presa a risolvere i propri problemi.
“Non sono d’accordo – replica Capitoni (Ncd) – perché l’attività amministrativa è andata comune avanti”.
Oggi il ritorno fra i banchi di Angelo Cappelli (Pd). “Non vengo da un po’ in provincia – spiega Cappelli – perché sono deluso di come stanno andando le cose.
Capisco l’assenza del presidente Meroi, ma gli assessori dove sono? Le poltrone vuote non sono una bella immagine.
Quest’assise ne ha viste tante, sarà una novità adesso vedere assessori che sono stati tolti, ma che ora ritornano, come ci dice Capitoni”.
Sprona la maggioranza a presentare un documento sulle cose da fare. “Altrimenti – osserva Capelli – è meglio fare come ho fatto io in questi sette mesi, starsene a casa”.
Pure Francola (Idv) stigmatizza l’assenza degli assessori e se la provincia avesse partecipato agli Oscar, avrebbe sicuramente vinto. Con la Grande bruttezza, però. Angelelli (Pd) ne è certo. Ha visto il film di Sorrentino.
Ma la rivelazione arriva da Alessandro Cuzzoli. Se la maggioranza fa pena e ci sono turbolenze interne, è perché la minoranza non c’è e non fa il suo lavoro. “Oggi – ricorda Cuzzoli – siete in otto, dovevate essere dieci”.
Grattarola se la prende: “Cuzzoli farebbe bene a stare zitto e a essere conseguente a quello che dice – spiega Grattarola – siccome ha detto che in maggioranza in quattro avrebbero votato in quattro il documento. La voti lui. Presentatene una, dateci tempi certi”. Anche se il tempo è bello che scaduto.
“I tempi li abbiamo detti – replica il capogruppo Ncd Capitoni – entro dopodomani deve tornare la giunta tecnica”. Ma poi dice un’altra cosa, sempre nello stesso intervento: “Se entro la settimana la situazione non si risolve – anticipa Capitoni – presenteremo la mozione di sfiducia”.
Bene. Dopodomani o entro la settimana? Boh.
In fatto di tempi: “Se la colpa adesso è della minoranza – incalza Palozzi – allora dimettiamoci. Noi siamo pronti. Servono tredici consiglieri, arriva il commissario fino alla prossima primavera. Dobbiamo essere seri. Cuzzoli non può dire certe cose. Avete cambiato sessanta assessori, battendo tutti i record”.
La parola al presidente del consiglio Francesco Bigiotti. “Metto in votazione la mozione di sfiducia per il presidente Mazzoli”. Si vabbè. A proposito di tempi, adesso è tempo di quelli passati.
Giuseppe Ferlicca
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