Viterbo – Su 7400, solo in 95 ce l’hanno fatta e oggi hanno giurato (fotocronaca – video).
Sono gli allievi del sedicesimo corso marescialli dell’Aeronautica militare. Alla cerimonia di stamani al comando aeroporto, oltre a un nutrito gruppo di autorità, nel palco d’onore pure il ministro alla Difesa Roberta Pinotti e il capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare, Pasquale Preziosa.
La responsabile alla Difesa ha iniziato il suo discorso partendo da Viterbo. “La mia più sentita gratitudine va a tutta la città di Viterbo, ricca di storia e di cultura – dice Pinotti – per l’ospitale accoglienza e il sentimento di vicinanza che da sempre riserva alle forze armate e, in particolare, all’Aeronautica militare, che in questa terra affonda le sue antiche radici”.
Quindi gli allievi: “Mi congratulo con voi – osserva il ministro – perché avete superato una prova difficile. Eravate in più di 7400 concorrenti, solo voi siete stati ammessi in questa scuola tradizionalmente selettiva”.
Anche il generale Preziosa sottolinea l’obiettivo raggiunto, ma guarda oltre: “Qui oggi – osserva Preziosa – abbiamo eccellenze il cui compito sarà quello di servire lo Stato. Ma eccellere richiede sforzi e sudore.
Voi avete prestato giuramento, lavorerete per il bene della collettività”.
Del gruppo di 95, 89 frequentano i corsi di laurea triennale in Scienze politiche e sei quelli di Infermieristica.
Ai lati della tribuna d’onore, quelle riservate ai familiari. Sono tre. Gremite. La cerimonia è solenne in ogni suo passaggio.
Quando il ministro passa in rassegna i militari con il generale Preziosa, mentre viene sciolto il gagliardetto con il nome del corpo, Thundor o nel momento in cui con una sola voce in 95 pronunciano il loro “Lo giuro” o quando i militari eseguono una dimostrazione di difesa personale.
Silenzio e concentrazione. Il sole e un leggero venticello hanno fatto tirare un sospiro di sollievo a chi ha organizzato la cerimonia, dopo la pioggia di ieri.
Quando è tutto concluso, rispettando il cerimoniere, il ministro se ne va insieme alle altre autorità e sugli spalti rimangono solo i familiari.
Sono dedicati a loro gli ultimi momenti della cerimonia.
Non è nel programma ufficiale, ma è lo stesso una tradizione.
Si radunano di nuovo gli allievi marescialli e lanciano in aria i loro cappelli.
Poi è festa, gli spalti si svuotano, arrivano gli amici e i familiare e parte un abbraccio collettivo.
Giuseppe Ferlicca
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