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Viterbo - Sanità - Il presidente della casa di cura Trivelli scrive al prefetto Scolamiero: "Se la Regione non ci accredita dal 10 maggio stop a tutte le attività assistenziali"

Villa Buon Respiro pronta a chiudere

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Villa Buon Respiro

Villa Buon Respiro 

Viterbo – Dal 10 maggio tutti a casa. Villa Buon Respiro pronta a sospendere tutte le attività assistenziali.

Carlo Trivelli, presidente della società che gestisce la casa di cura, in una lettera al prefetto Antonella Scolamiera, annuncia che la struttura è sull’orlo del collasso.

“Segnaliamo ancora una volta – scrive Trivelli nella lettera – il grave stato di crisi di Villa Buon Respiro, a causa dell’immobilismo della Regione Lazio che, nonostante il parere positivo della Asl di Viterbo, da oltre un anno omette di rilasciare l’accreditamento definitivo per tutte le attività che da oltre 30 anni Villa Buon Respiro regolarmente svolge al servizio della comunità viterbese. Nel incontro di ieri tra la casa di Cura, la Asl e la Regione Lazio, la stessa – continua la lettera –  non ha voluto assumere nessuna decisione, limitandosi a comunicare che avrebbe riconosciuto un accreditamento parziale e che attenderà le decisioni del giudice amministrativo venendo così meno alle proprie responsabilità istituzionali.

Tale atteggiamento – si legge ancora – determina una gravissima crisi per la casa di cura che già non riceve il corrispettivo delle proprie attività se non in misura del tutto insufficiente a garantire una adeguata assistenza ai ragazzi ricoverati né può garantire le retribuzioni ai dipendenti. Peraltro le attività a causa della esigua retta regionale sono in perdita e solo il senso di responsabilità e l’amore verso i nostri pazienti ha consentito sinora di continuare le attività ma l’immobilismo regionale non ci consente più di continuare a prestare l’assistenza sin qui garantita.

In mancanza, quindi, di una tempestiva soluzione, che ripristini la normale continuità aziendale con il riconoscimento dell’accreditamento di tutte le attività da sempre svolte, ci vedremo costretti a decorrere dal 10 maggio 2014 a sospendere tutte le attività una volta per sempre e – conclude – porre a carico della Asl l’assistenza ai nostri ragazzi con l’inevitabile cessazione di tutti i rapporti di lavoro in essere”.

La stessa lettera è stata inviata da Trivelli anche alle istituzioni locali e a tutte le rappresentanze sindacali. Oltre ai degenti sono infatti a rischio circa cento posti di lavoro.

 


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16 aprile, 2014

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