Viterbo – Pasqua, tempo d’auguri e l’altra sera Giuseppe Fioroni (Pd), ha mandato i suoi personalissimi a Filippo Rossi e al suo gruppo in consiglio comunale.
Con il primo cittadino di fronte: “Se Viva Viterbo dovesse uscire dalla maggioranza – ha detto il deputato Pd – il sindaco Michelini starebbe male un paio di giorni, poi gli passa e staremmo tutti meglio”.
In spirito non proprio pasquale, ma particolarmente ispirato, Fioroni non ha risparmiato critiche alle ultime uscite del presidente del consiglio e al suo gruppo, di lotta e di governo.
Si parte con una precisazione: nessuno li vuole fuori dalla maggioranza, anche se il seguito sembra contraddire le premesse. Niente estromissioni, a meno che non siano loro a mettersi alla porta.
“Certo – ha detto Fioroni tra il serio e il faceto – non sono come Serra che vuole cacciare tutti, ma se si mettono fuori da soli, non è che poi posso litigare per farli rientrare”.
Il fioroniano pensiero è chiaro: in una coalizione ognuno ha le proprie idee ed entro certi limiti può differenziarsi, per portare idee e iniziative, ma si si supera il limite, provoca intralci all’azione amministrativa e crisi nella credibilità. “Se mi prendi a calci – precisa Fioroni – fino a un certo punto sopporto, poi quando arrivi a colpirmi ottanta centimetri d’altezza, la cosa comincia a darmi fastidio…”.
Viva Viterbo con un presidente del consiglio e un assessore va bene se funge da pungolo, non per creare veleni.
Ad ascoltare Fioroni, nel giorno di venerdì santo, un’ottantina di persone.
La riunione era operativa in vista delle Europee, ma è stata l’occasione anche per farsi gli auguri, tra i presenti, infatti, oltre a Michelini e a esponenti Pd, anche l’assessora Saraconi e consiglieri di Oltre le mura, Chicco Moltoni e Goffredo Taborri.
La riunione pomeridiana è stata anticipata da un pranzo in un ristorante cittadino sempre con Fioroni e stavolta con sindaci e amministratori locali, in vista delle elezioni.
Alle Europee l’indicazione dei Popolari è per sostenere Enrico Gasbarra e Simona Bonafè e libertà di scelta per la terza preferenza.
Del comune e in generale di politica in ambito locale, Fioroni ha parlato solo di Viva Viterbo e Filippo Rossi. Per una decina di minuti. Intervento giusto per fare un po’ di polemica? Difficile crederlo. Evidentemente l’ex ministro ha altro in mente, qualche idea cui forse non sono estranei i presenti in sala extra Pd.
“Quando vedo Filippo Rossi su Tusciaweb mi fa venire in mente Scajola, Fini – ha detto ancora Fioroni – adesso è con noi ed è la prova che siamo in un’era post ideologica”.
Per l’ex ministro, chi è impegnato nel settore cultura non dovrebbe guidare l’assessorato alla Cultura. Problema ormai superato, ma non quello delle interviste: “Dai contenuti a tratti condivisibili – dice Fioroni riferendosi sempre a Rossi – ma pesanti. E’ un modo d’agire che non appartiene alla cultura di governo”. E buona Pasqua a tutti.
Giuseppe Ferlicca
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