Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Ho letto con stupore quanto dichiarato pubblicamente dal presidente Vincenzo Camilli, con cui ho parlato due giorni fa invitandolo all’evento del Football Americano e con cui avevo concordato il fatto che Piero Camilli patron della società e il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini si dovessero accordare per incontrarsi, come del resto da entrambi deciso prima di Pasqua.
Perché Vincenzo sa bene che sia io che lui, dobbiamo loro rendere conto di quello che facciamo e poi le decisione le prendono loro due.
Oggi ho parlato anche con il direttore generale Angelo Palmas con cui domani ci vedremo, come del resto fatto in questi ultimi mesi, per definire meglio alcuni passaggi migliorativi della convenzione che esiste ed è depositata da mesi presso l’ufficio contratti del comune ed è stata corredata di tutti i documenti aggiuntivi (perizia struttura compresa come richiesto dalla società sportiva ed impegno per la rigenerazione del manto erboso, a cui il Sindaco ha aggiunto anche la predisposizione dell’impianto di irrigazione).
E’ falso affermare che non esiste la convenzione, la convenzione c’è ma sinora per motivi anche giustificati da richieste economiche da parte della società sportiva, il presidente Vincenzo Camilli, pur essendo stato invitato alla stipula, non l’ha firmata.
Altra cosa è dire che la Viterbese vuole fare i conti economici con il Comune, ma tutto ciò è extra convenzione, chi dice cosa diversa è in malafede.
Io stesso, il 7 maggio, ho sollecitato il sindaco a contattare Piero Camilli per discutere a tavolino le questioni legate al progetto sportivo, alla convenzione, alle questioni economiche di dare ed avere della società e viceversa (determinate dalle spese di manutenzione straordinaria sostenute dalla Viterbese e dalle utenze non pagate dalla Viterbese), alla possibilità di far allenare la squadra in un campo comunale limitrofo (di cui il comune si farebbe carico ) ed altre progetti futuri legati anche ai risultati agonistici che la società Viterbese raggiungerà negli anni a venire.
Ma per fare tutto ciò, e necessario incontrarsi e stabilire le modalità di una collaborazione e di un rapporto amministrativo che preveda diritti e doveri (Camilli padre è sindaco e sa come funzionano le cose ), se si continua a parlare per telefono, per comunicati e/o per conferenze stampe diventa tutto difficile, si fa clamore, si crea un clima pericoloso e fuorviante, ma così non si va al cuore del problema.
Chiarezza vuole che i soggetti che debbono fare questo accordo siano minimo i due che comandano di più e per fare questo accordo su debbono incontrare Piero Camilli e Leonardo Michelini, poi io, Vincenzo Camilli, Angelo Palmas ed altri saremo sempre d’accordo su tutto.
La mia non vuole essere assolutamente una polemica e neanche una risposta sgarbata a Vincenzo Camilli, ma vuol essere un elemento di chiarezza in una vicenda in cui l’unico che sinora c’ha messo la faccia è il sottoscritto ( con offese e minacce comprese ).
La mia disponibilità è stata massima, ho parlato spesso di questa questione anche con i tifosi, sia con quelli calmi che con quelli più animosi ) chiarendo come stavano le cose documenti alla mano.
Ora è giunto il momento che la faccia ce la mettano coloro che ce la debbono mettere, questo lo dico per entrambe le parti, coloro che decidono e chiudano al più presto questa vicenda che per certi aspetti sta diventando ridicola e noiosa.
Da ultimo vorrei comunicare a Vincenzo che io non sono abituato a fare chiacchiere sto lavorando da mesi per curare gli interessi non solo del Comune e della Viterbese, ma anche delle centinaia di società sportive che illuminano lo sport cittadino, con umiltà e concretezza ed ottimi risultati anche esse.
Perché anche a loro è dovuta la giusta attenzione ed il giusto rispetto.
Per non parlare delle tante manifestazioni patrocinate dal Comune in ambito sportivo, tra cui il collegamento radio da Rieti per l’ultima partita della Viterbese, la presentazione del Progetto dello Sport della Città di Viterbo, per finire con i regolamenti comunali riguardanti lo sport proposti e messi all’attenzione del Consiglio comunale e tutte le questioni legate agli impianti sportivi, tutto in appena 5 mesi di delega.
Tanto era dovuto.
Sergio Insogna
consigliere comunale delegato allo Sport
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