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Cronaca - Come riporta il Tempo, il direttore del carcere di Rebibbia, all’epoca dei fatti responsabile anche della struttura di via della Longara, ha deposto sulla morte di Simone La Penna

Detenuto viterbese morto per anoressia, in aula Mariani

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Simone La Penna, morto nel carcere di Regina Coeli a Roma

Simone La Penna, morto nel carcere di Regina Coeli a Roma 

Viterbo – Detenuto viterbese morto per anoressia, in aula Mariani.

A riportare la notizia, un articolo dell’edizione online del Tempo.

Il direttore di Rebibbia Mauro Mariani, come si legge nell’articolo, all’epoca dei fatti responsabile anche della struttura di via della Longara, ha deposto sulla morte di Simone La Penna, il 32enne viterbese trovato morto nella sua cella il 26 novembre del 2009

“Mariani – dice l’articolo -, chiamato in aula dalla difesa di uno dei tre imputati, si è limitato a descrivere le strutture sanitarie presenti all’interno della casa circondariale e i compiti amministrativi di competenza del direttore sanitario della struttura stessa. Una udienza interlocutoria quindi quella archiviata ieri e che avvicina comunque il processo verso la sentenza”.

Nel febbraio 2012, tre medici del reparto sanitario del carcere di Regina Coeli di Roma sono stati rinviati a giudizio dal gup Nicola Di Grazia per la morte di 32enne. Si tratta del dirigente del reparto sanitario dedl carcere di Regina Coeli, Andrea Franceschini, e i medici Giuseppe Tizzano e Andrea Silvano. A tutti è stato contestato il reato di omicidio colposo. In base alle accuse formulate dal pm, i tre medici non si sarebbero accorti del progressivo dimagrimento di La Penna.

Invece di intervenire con le cure del caso, lo avrebbero lasciato morire, nonostante fosse evidente la gravità il suo stato di salute dal punto di vista psichiatrico.

Penna, dopo il suo arresto, per detenzione di stupefacenti nel gennaio 2009, era stato rinchiuso nella casa circondariale di Viterbo. La detenzione aveva intaccato la sua salute in appena un mese. Aveva perso 30 chili di peso.

A giugno il ricovero al Sandro Pertini per il grave stato di denutrizione. Ma pochi giorni dopo è stato riportato in cella dove veniva, secondo gli inquirenti, controllato sul piano sanitario.


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5 maggio, 2014

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