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Economia - Viterbo - Interviene Giulio Marini, responsabile provinciale di Konsumer Italia

“Diseducativa la Poste Pay per i minorenni”

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Giulio Marini

Giulio Marini 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo –  Ci troviamo di fronte a veri e propri contratti bancari che rischiano però di far cadere in errore soprattutto i minori.

La nuova iniziativa di Poste Italiane va considerata una gravissima ipotesi di pratica commerciale scorretta a danno di famiglie e giovani consumatori italiani. Si tratta del servizio Poste Pay che suscita perplessità.

In primo luogo perché questa potrebbe implicare una chiara ipotesi di concorrenza sleale a carico di altri istituti di credito, grazie specialmente alla copertura data dal Miur.

Ma, relativamente alla tutela dei singoli consumatori, ci troviamo di fronte a un’ipotesi di pratica commerciale scorretta avente a oggetto uno strumento bancario non richiesto, i cui destinatari risultano essere ragazzi minorenni: e tale circostanza non può essere esclusa da un presunto accordo con il Miur, il quale dovrebbe peraltro spiegare ai cittadini italiani il motivo per il quale permette a Poste italiane di commercializzare un prodotto bancario privato (ricordiamo che l’attività di bancoposta è a tutti gli effetti attività bancaria privata, soggetta alla disciplina del Tub nonché alle vigenti regole di trasparenza) mediante un vero e proprio rastrellamento di clientela minorenne.

Le carte oggetto dell’iniziativa di Poste Italiane, quindi, altro non sono che un prodotto, anzi un contratto bancario, la cui conclusione non può essere lasciata alla libera determinazione di un minore di età. Ciò per più ordini di motivi. Innanzitutto ci chiediamo chi e come garantisca la corretta informazione per un corretto utilizzo di questo strumento.

Se fossimo dinanzi a un vero e proprio progetto formativo e non ad una mascherata operazione commerciale, Miur e Poste dovrebbero andare presso gli istituti scolastici per sensibilizzare e formare i minori ad un corretto utilizzo dello strumento, invece di non lasciare, anzi di abbandonare, le carte presso le segreterie delle varie scuole.

Anche se si tratta di carte prepagate e non attive, la loro attivazione e ricarica può essere effettuata direttamente dai minori, senza alcun controllo da parte dei genitori: il Miur forse non ha riflettuto sulle potenziali conseguenze dannose nell’utilizzo di tali strumenti, quali ad esempio la possibilità per i minorenni di acquistare su internet prodotti o servizi a contenuto sessuale, medicinali provenienti dall’estero, o di accedere a servizi relativi a giochi d’azzardo?

Quello che Konsumer contesta è l’assenza di finalità educativa del progetto, mentre è chiara quella commerciale. Forse queste riflessioni dovrebbero essere fatte proprie sia da Abi che da altri istituti di credito. Senza contare che ancora una volta le associazioni dei consumatori non sono state rese partecipi di questa pseudo iniziativa educativa.

Konsumer Italia, interpretando la volontà dei genitori di alunni che hanno ricevuto la PostePay e ci hanno segnalato il caso, scriverà, per chiedere le dovute delucidazioni al Miur e segnalerà l’iniziativa all’Agcm.

La tutela dei minori, il corretto approccio all’uso responsabile del denaro, essere consumatori consapevoli: questi sono tutti elementi ed azioni che si coniugano alla responsabilità sociale delle imprese. Ed è proprio un maggiore senso di responsabilità che ci aspettiamo dalle imprese italiane.

Giulio Marini
Responsabile provinciale di Konsumer Italia


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4 giugno, 2014

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