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Ronciglione - Venticinquenne allontanato dalla madre e il padre - Era stato arrestato due mesi fa dopo averli minacciati col coltello - La difesa: "Vuole andare in comunità"

Maltrattamenti sui genitori, il ragazzo non risponde

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Ronciglione - La caserma dei carabinieri

Ronciglione – La caserma dei carabinieri

L'avvocato Luca Nisi

L’avvocato Luca Nisi

Ronciglione – Si è avvalso della facoltà di non rispondere il 25enne arrestato ad aprile per aver minacciato i genitori con un coltello.

Il ragazzo, dimagrito e provato, è comparso in tribunale ieri mattina. Assistito dal suo avvocato Luca Nisi, non ha proferito parola davanti al giudice Salvatore Fanti.

La procura ha riassunto le accuse di lesioni e minacce aggravate a danno dei genitori in un unico reato: quello di maltrattamenti in famiglia. 

Nuova contestazione. Nuovo interrogatorio di garanzia, dopo quello già reso il 6 aprile scorso per rispondere di detenzione ai fini di spaccio di droga. Per l’accusa di maltrattamenti, il pm Fabrizio Tucci ha chiesto il carcere. Il giudice ha disposto l’allontanamento dalla casa familiare e, quindi, dai genitori.

E’ per avere i soldi per la droga che il 25enne avrebbe minacciato la madre e il padre con un coltello. A mettere in moto i carabinieri della stazione locale e il nucleo operativo e radiomobile fu la denuncia dei genitori. In casa, i militari trovarono sei panetti di hashish per un peso complessivo di circa due chili, materiale per il confezionamento delle dosi, un bilancino di precisione, due coltelli a serramanico e un tirapugni. Scattò l’arresto per droga, lesioni e minaccia aggravata. Al primo interrogatorio in carcere, era scoppiato in lacrime, disperato e pentito.

“Per l’accusa di detenzione di droga siamo intenzionati a patteggiare – afferma l’avvocato del 25enne, Luca Nisi -. Oggi (ieri, ndr) abbiamo presentato una richiesta di trasferimento alla comunità Exodus di Cassino. E’ il ragazzo che lo vuole. E’ seriamente intenzionato a intraprendere un percorso di riabilitazione e sa che può farlo soltanto in comunità. Dovrà comunque stare lontano dai genitori. Ma almeno, intanto, potrà curarsi”.


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21 giugno, 2014

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