Vetralla – E’ stata eseguita ieri pomeriggio l’autopsia sul corpo di Antonio Caltagirone.
Il pm Paola Conti ha voluto disporre ulteriori accertamenti sulla morte del 38enne caporal maggiore dell’Aves, trovato senza vita dalla compagna nel tardo pomeriggio di giovedì.
Caltagirone, originario di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), viveva da anni a Vetralla, nella frazione La Botte.
L’ipotesi più accreditata, per gli investigatori, è quella dei suicidio. Attorno al corpo sarebbe stato creato come un intreccio di cavi elettrici, successivamente collegati alla corrente. Anche per questo la pista dell’incidente è apparsa subito poco credibile ai carabinieri. Ma Caltagirone non ha lasciato biglietti e chi lo conosceva non riesce a credere che possa aver deciso di togliersi la vita. Un presunto suicidio che, evidentemente, non ha convinto fino in fondo neanche il pm di turno, decisa a far meglio luce sul decesso attraverso l’incarico al medico legale.
Per i funerali di Caltagirone si attende il nulla osta del magistrato, che arriverà solo dopo che il medico avrà compiuto tutti gli accertamenti di rito.
Il 38enne lascia due bambini.
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