Viterbo – “Un progressista del sociale, un grande della chiesa” (video).
Così il giornalista viterbese Fausto Pace presentava a Zagarolo nel 2009 il cardinale Jorge Mario Bergoglio. Parole forti che delineavano in poche frasi l’imponente figura dell’allora arcivescovo di Buenos Aires. Nessuno poteva ancora immaginare che pochi anni dopo, quattro per l’esattezza, quello stimato cardinale sarebbe diventato papa.
L’incontro, che avvenne nel mese di marzo di cinque anni fa, era stato organizzato per presentare l’ultima fatica letteraria di Aldo Cagnoli intitolata “Undici settembre, le nuove rotte del terrorismo aereo”.
Fausto Pace moderava gli interventi dei relatori e tra questi, oltre all’autore del libro e ad altre personalità, c’era un ospite d’onore, già allora considerato figura illustre: Jorge Mario Bergoglio.
Vestito con una semplice tonaca nera da prete e senza nemmeno il copricapo in testa, il futuro papa Francesco è intervenuto per ultimo nel dibattito, lanciando una riflessione sociologica collegata al tema del terrorismo.
Ma ciò che più colpisce oggi, ora che tutti conoscono la grande figura del pontefice che dal suo insediamento in poi ha rivoluzionato drasticamente il modo stesso di fare il papa, è la descrizione che Pace ne fece nel 2009, quando nessuno ancora lo conosceva.
“Ora parlerà – dice Fausto Pace introducendolo – una persona che da sempre è impegnata per la lotta alla povertà. Un progressista in materia sociale, un grande della chiesa: Jorge Mario Bergoglio che dal 2001 è arcivescovo di Buenos Aires”.
Senza saperlo il giornalista viterbese aveva già delineato in quattro parole la grandiosa figura di papa Francesco, accolto da tutto il mondo, anche quello non cattolico, come un personaggio straordinario, fuori dagli schemi e profondamente umano.
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