Viterbo – Premessa metodologica e ideologica: sarebbe bene che lo stato e tutte le sue propaggini, Regioni comprese, non finanziasse la cultura. Zero finanziamenti sarebbe l’ottimo. Al massimo si possono immaginare facilitazioni sul piano della tassazione e dei servizi. Punto.
Visto però che lo stato parafascista e paracomunista che c’è in Italia è in vena di regalie buone solo ad alimentare consenso a spese di tutti noi cittadini, sarebbe opportuno che almeno i fondi fossero distribuiti con un minimo di criterio. E magari senza danneggiare una provincia piccola e già in difficoltà come Viterbo, rispetto al gigante romano.
La domanda è questa: perché il presidente della regione Lazio ce l’ha con Viterbo? Perché, ogni volta che può, danneggia questa provincia? L’ultima questione, dopo l’immondizia e i tagli alla sanità, riguarda la cultura. Zingaretti e la sua assessora al ramo, Lidia Ravera, nonché coautrice del capolavoro letterario Porci con le ali, sembra vogliano uccidere l’Estate viterbese. Finanziando lautamente iniziative prive di valenze culturale e/o di “radicamento sul territorio documentato anche dalla partecipazione di ampie fasce di pubblico”, come recita proprio l’avviso pubblico per il sostegno a rassegne e festival di spettacolo dal vivo nella regione Lazio, dove spiega le caratteristiche delle iniziative da finanziare.
Ora, cosa accade? Accade che da anni andiamo ripetendo che l’Estate viterbese ha due gambe principali, Tuscia operafestival e Caffeina, poi ci sono tante altre iniziative meritevoli a Viterbo e provincia. Ci mancherebbe.
Le due manifestazioni hanno fortunatamente caratteristiche differenti e per molti versi complementari. Tuscia operafestival è stato il primo a portare grandi personaggi a Viterbo. Ed ha aperto il sentiero dell’Estate viterbese. Non solo, occupandosi principalmente di musica classica e lirica, ha una caratteristica attraverso la quale può esportare il nome della Tuscia in tutto il mondo. Negli anni ha portato a Viterbo Bollani, Lina Wertmüller, Accademia di Santa Cecilia, i Pfm, Antoniozzi, Ramin Baharami, Allevi, Praticò, Elio e le Storie tese, Mengoni, Gabriele Lavia, Paganini, il balletto di San Pietroburgo… Tra gli allestimenti non si può non ricordare la Messa di Requiem di Verdi a piazza San Lorenzo con tre cori e 270 esecutori. Solo l’anno scorso ha messo in campo una cinquantina di spettacoli. Ebbene nella assegnazione dei finanziamenti della regione alla provincia di Viterbo, la regione Lazio di Zingaretti e Lidia Ravera assegna al Tuscia operafestival zero euro. Uno schiaffo alla Tuscia e un tentativo chiaro di amputare una delle due gambe dell’estate viterbese.
Non basta, tanto per dare un vero e proprio calcio sulle parti basse ai viterbesi, a Caffeina vengono assegnati appena 30 mila euro. Come dire: una amputazione e una penalizzazione.
Il tutto mentre a manifestazioni di nessuna rilevanza, di nessun impatto sul territorio si assegnano addirittura 50mila euro. Manifestazioni che di media fanno una manciata di spettatori a spettacolo. Ad altre manifestazioni, che ormai hanno poco o nessun significato, sono state assegnati 30 mila euro.
Ma Zingaretti pensa veramente che nella Tuscia le uniche manifestazioni esistente siano Quartieri dell’arte e Ferento? Incredibile. Qualcuno ci spiega come sono stati assegnati i punteggi e con quali motivazioni? Sono stati valutati i biglietti staccati, la ricaduta nel territorio, la rilevanza culturale? Come sono stati scelti gli esperti della commissione?
Poi se proprio Zingaretti vuole uccidere e penalizzare l’Estate viterbese, faccia pure. D’altra parte non è il solo, anche il comune di Viterbo prova a farlo distribuendo a pioggia inutili contributi e penalizzando di nuovo le due gambe dell’Estate Viterbese. Cosicché su 123 mila euro, poco più di 87mila vanno polverizzati in una settantina di iniziative, e solo 35.700 vanno a Caffeina (24.748 euro) e Tuscia operafestival (11.977 euro).
Come dire: elettoralmente la cosa rende e chi se ne frega della città. Se proprio lo stato sovietico vuole manipolare la cultura finanziandola, suggeriamo di introdurre almeno qualche criterio oggettivo. Per esempio spese effettivamente sostenute con tanto di presentazione di fatture. Numero di biglietti effettivamente pagati. Ci fidiamo di meno di criteri pseudoqualitativi che ovviamente sono ultrasoggettivi.
Come dire caro Zingaretti: la sua azione in campo culturale non fa che danni. La visione della regione è parzialissima e priva di qualsiasi criterio razionale. A voler essere buoni.
Ripetiamo: meglio sarebbe azzerare i finanziamenti di stato alla cultura. E poi: nessuno in un comune penserebbe di fare assessore all’urbanistica un costruttore edile? E allora come fa a venire in mente di mettere come assessora alla cultura chi è del mestiere? Chi è parte e non ha nessuna visione globale, come sta dimostrando la sua assessora? E oltretutto non è affatto detto che capisca di politiche culturali. Tutto ciò ha dell’incredibile. Si informi… come diceva Totò.
Carlo Galeotti
Ecco i link all’avviso della regione in cui si distribuiscono i finanziamenti.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY