Tusciaweb-150x200-luglio-20-b

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Il commissario Bianchi annuncia entro settembre la fusione delle sette aziende secondo il progetto di risparmio del presidente Zingaretti

“Ater, si va verso l’accorpamento”

di Paola Pierdomenico
Condividi la notizia:

Pierluigi Bianchi

Pierluigi Bianchi 

Viterbo – “Ater, si va verso l’accorpamento”.

Potrebbe avvenire ad agosto, al massimo entro settembre, la fusione delle sette Ater del Lazio. Il numero preciso di quante ne resteranno, ancora non c’è. C’è però la volontà del presidente Nicola Zingaretti di semplificare e razionalizzare le spese.

“Dai programmi della regione – dice il commissario Ater Pierluigi Bianchi – ci dovrebbe essere un processo di riforma. L’Ater rimane, ma le sette aziende che ci sono adesso saranno ridotte. Potrebbe restarne una, ma potrebbe anche verificarsi una diversa articolazione territoriale che ne prevederebbe una al nord, una a sud e una al centro. Oppure c’è chi, come il Movimento 5 stelle, ne vorrebbe due, una a Roma e una fuori”.

La nomina dei commissari quindi andava in questa direzione. “Il nostro incarico aveva lo scopo di monitorare le aziende per arrivare alla riforma. Il mandato scade il 30 settembre, per cui, credo che l’iter sarà molto rapido”.

Anche il capoluogo rientra nel progetto di risparmio. “La morosità a Viterbo è intorno al 20 per cento – continua Bianchi -. Una cifra tra le più basse della Regione. Sotto il profilo aziendale, inoltre, non presentiamo criticità diverse da quelle delle altre Ater. Anzi, per certi versi, stiamo messi anche meglio. Il problema è generale e riguarda più che altro l’edilizia residenziale pubblica, l’insufficienza dei canoni a coprire le spese e la mancanza di investimenti che va avanti da tempo”.

A gennaio, però, la regione ha fatto un piano straordinario sull’edilizia pubblica. “E’ la prima volta, dopo tanti anni, che si pensa di impiegare denaro in questo settore. Senza gli investimenti, le aziende gestiscono l’ordinario con uno squilibrio tra entrate e uscite, dato che la nostra unica fonte sono i canoni”.

Cambia l’assetto, ma restano delle certezze. “Pur con la fusione, non si inciderà sul numero dei dipendenti. La garanzia dei posti di lavoro è uno dei presupposti della riforma. E’ chiaro che, se avremo una sola azienda, così come non ci saranno più sette consigli di amministrazione, non ci saranno nemmeno più sette direttori e sette direttori tecnici. Tutto sarà riequilibrato in base al numero delle aziende e alle necessità. Non sono però in grado di prevedere quale sarà il disegno finale”.

Entro l’estate tutto dovrebbe essere concluso.”Come commissari abbiamo lavorato per arrivare a questa soluzione. A Viterbo non ci sono state assunzioni o indebitamenti e abbiamo messo in campo una politica di prudenza proprio per accompagnare  al meglio l’azienda in questo processo di cambiamento. Abbiamo chiuso con un deficit di 400mila euro rispetto agli 800 dello scorso anno. Somme abbastanza ragionevoli rispetto ai debiti delle altre Ater. Volevamo farci trovare pronti per non essere additati come un’azienda da dover chiudere. In questo modo – conclude Bianchi -, giocheremo un ruolo all’interno del nuovo assetto, avendo le carte in regola per farlo”.

Paola Pierdomenico 


Condividi la notizia:
14 luglio, 2014

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR