Gamboni-infissi-infissi-nov-2017

--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Federlazio fortemente critica sul documento in approvazione in comune - Calisti: "Più tasse per avere nulla in cambio"

“Con questo bilancio a rimetterci saranno le imprese”

Condividi la notizia:

Giovanni Calisti

Giovanni Calisti

Giuseppe Crea

Giuseppe Crea

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Le imprese rischiano di pagare il prezzo più alto”.

Federlazio lancia l’allarme intervenendo sul bilancio comunale in discussione in questi giorni a Palazzo dei Priori. L’associazione delle piccole e medie imprese di Viterbo è preoccupata di ciò che si prospetta nel prossimo anno sul versante della tassazione locale.

E’ forte il timore che, dopo l’approvazione del bilancio, a rimetterci saranno le aziende.

“Il bilancio comunale su cui si sta discutendo in questi giorni – ha detto il presidente di Federlazio Giovanni Calisti – non lascia presagire niente di buono per le PMI viterbesi.

Comprendiamo benissimo la difficoltà degli enti locali per i tagli alla spesa voluti da logiche repressive legate alla spending review, ma aumentare Tasi, Imu e Irpef, senza tener conto del momento recessivo che vive l’economia viterbese, potrebbe aprire la strada a pericolose spirali per l’economia stessa”.

L’aggravio fiscale si andrebbe ad aggiungere all’appesantimento burocratico che strozza le imprese e che il sistema produttivo non è in grado di assorbire.

L’auspicio del presidente Calisti è che non ci siano ulteriori penalizzazioni.

“Se il bilancio dovesse passare secondo questo disegno, è necessario che il comune studi delle soluzioni per agevolare le aziende e quanti decidano di aprire delle nuove attività, pensando anche alla possibilità di dilazionare nel tempo le nuove aliquote. Le grandi metrature, sia commerciali che industriali, rischiano di essere tra le più tartassate.

Inoltre, l’imprenditore, oltre ad essere un soggetto economico, è anche un cittadino che, quindi, verrebbe doppiamente vessato. Si parla di esenzioni minime per quelli che hanno beni immobili con rendite catastali sotto i 500 euro. E’ chiaro, però, che nessuno si salverebbe”.

Calisti chiede una forte mobilitazione delle istituzioni e della politica per limitare i rischi prospettati. “E’ giusto e doveroso pagare le tasse – ha concluso il presidente – ma in cambio di servizi efficienti da parte della pubblica amministrazione. In questo caso, però, i benefici sarebbero nulli.

L’appello alle istituzioni è quello di tenere in giusta considerazione le difficile fase che vivono le imprese e cercare, quindi, di supportarle piuttosto che penalizzarle, studiando delle soluzioni per far crescere il territorio, invece di indebolirlo”.

Un appello sottolineato dal direttore di Federlazio, Giuseppe Crea “E’ necessario ritoccare le quote di Tasi e Irpef che vanno assolutamente riviste. E’ prioritario, infine, individuare un indirizzo specifico delle risorse, magari rintracciandole da un netto taglio dei costi”.

Federlazio 

 


Condividi la notizia:
16 luglio, 2014

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR