Viterbo – E’ ancora scontro in consiglio comunale sul bilancio di previsione.
La minoranza attendeva una risposta alla richiesta di riduzione della pressione fiscale. Ieri sera il centrosinistra si è incontrato, ma a quanto pare, non è stato un vertice proficuo sotto questo punto di vista.
Non c’è un sì, ma nemmeno un no. Non c’è una decisione.
“Ci siamo visti – ricorda il capogruppo Pd Francesco Serra – stiamo valutando ancora. Proseguendo l’ordine dei lavori in consiglio, i capigruppo si possono vedere e chiarire meglio. Ma andando avanti”.
Il capogruppo Forza Italia Claudio Ubertini sollecita il sindaco a prendere una posizione, dire la sua. “A me piacerebbe sapere – taglia corto Michelini – avendo la minoranza proposto riduzioni nella pressione fiscale, dove si vanno a mettere in pratica questi tagli, visto che comunque il bilancio deve chiudere in pareggio”.
Dove? Santucci (Fondazione) a quanto pare lo sa. “Noi la nostra proposta ce l’abbiamo – precisa Santucci – e la possiamo illustrare, ma ci sembrava irrispettoso nei confronti della maggioranza. Aspettavamo una vostra di proposta e aprire un confronto, ma se volete possiamo illustrare la nostra idea”.
Dove? Nell’incontro informale fra capigruppo proposto da Serra? In maggioranza c’è chi non è proprio d’accordo.
Si alza Goffredo Taborri (Oltre le Mura), sempre della maggioranza e non è esattamente dello stesso avviso.
“Qui di tagli se ne possono fare pochi – osserva Taborri – la maggioranza ha fatto un bilancio ponderato. C’è poco da tagliare, non ci sono spese superflue”.
La maggioranza non tratta, ma tiene un atteggiamento ambiguo. Preferisce non scendere a patti, ma nessuno ufficialmente si è alzato per dire che questo bilancio non si tocca. E’ implicito?
Comunque, I consiglieri rimangono in aula, nessuna riunione nemmeno informale.
Riparte la discussione sul regolamento Tasi e la minoranza presenta emendamenti. Centocinquanta solo sulla delibera per la Tasi, quindi mille sono già pronti per i successivi regolamenti.
Dopo un’ora, non sono stati votati e respinti nemmeno cinquanta.
Si va a rilento, discutendo emendamento per emendamento, con votazione nominale.
Come ieri, punto e a capo.
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