Viterbo – “Così si uccide lo stabilimento”.
In commissione in comune passa la proposta di ridurre la portata alle Terme dei papi da 35/40 litri al secondo a 22, soluzione di passaggio, in attesa della gara che dovrà assegnare la sub concessione, la cui ultima proroga scade il 31 luglio.
Ma Fausto Sensi, amministratore delegato della Terme dei papi spa, che della struttura comunale ha la gestione ancora per diciotto anni, al contrario dell’acqua, per la quale si dovrà andare al rinnovo, non riesce a trovare le parole su una decisione presa, a suo modo di vedere, senza sapere minimamente di cosa si stia parlando.
“Sono rimasto frastornato, sbigottito, incredulo. Veramente non ha senso quello che stanno facendo. E’ come se agissero senza sapere di cosa parlano. Quella decisione produrrebbe un danno enorme e la cosa mi preoccupa. Significherebbe distruggere una cosa che funziona e che oltretutto è del comune. Doppiamente lesionisti”.
Il motivo del contendere è la “chiusura dei rubinetti”. Portata dimezzata, questo vorrebbero a palazzo dei Priori, nell’affidamento in custodia, transitorio, prima del bando.
“S’immagini cosa vorrebbe dire. Dimezzare la portata equivale a uccidere le Terme, non si rendono conto, è assurdo, fuori dal razionale. Mi pare talmente incredibile che è quasi surreale”.
Sotto gli attuali 35/40 litri al secondo non potete scendere?
“Anche oggi l’acqua manca e si vede. In comune non se ne rendono conto perché stanno parlando di cose che non conoscono. Voglio essere ottimista, perché finora siamo arrivati a un certo risultato con persone che sono state capaci di prendere una certa direzione e operare scelte conseguenti, quindi sono fiducioso che il buonsenso prevarrà. Lo ripeto: la struttura è del comune e il comune dovrebbe avere solo interesse a farla progredire. Qui sono in ballo anche posti di lavoro”.
Di che cifre parliamo?
“Attualmente tra dipendenti e liberi professionisti impieghiamo 170 persone. Poi c’è l’indotto e tutte le parti non tipiche date in gestione, come il ristorante. Si arriva a duecento persone. In ballo c’è anche l’economia della città, vedano il problema nella sua concretezza. Mi pare che attualmente siano in un’altra dimensione”.
Il comune col provvedimento vuole razionalizzare l’uso della risorsa mineraria. Non siete d’accordo?
“Il punto è che i veri problemi non li affrontano. Gli sprechi non si toccano. C’è un fiume d’acqua buttato che finisce nei campi alle Zitelle. Ci sono centinaia di pozzi abusivi che continuano a rimanere al loro posto e nessuno dice nulla. Se volessero, potrebbero intervenire in questo senso. Eppure nessuno parla”.
La proposta del comune parla di ridurre la portata a seguito di migliorie nell’uso dell’acqua. A cominciare ad esempio dalla cubatura alla piscina. Non è possibile?
“Sono proposte portate avanti così, della serie proviamo. E’ così che si fa? Significherebbe stravolgere in modo radicale il funzionamento dell’impianto. Non funziona. Dobbiamo portare in un ambito di concretezza la discussione e non giocare, soprattutto con i posti di lavoro. Il primo agosto, quando scade la proroga, è domani. Ci si doveva pensare due anni fa”.
Dal comune l’hanno contattata?
“Sono stato l’ultimo a sapere, nessuno ci ha contattato, ma del resto, non succede mai. Mio padre è stato una persona sanguigna, che ha portato avanti con tenacia il progetto delle terme, ha sempre dato tutto. Noi stiamo cercando di proseguire, ricalcando le sue orme. Ma siamo sempre più disorientati”.
Giuseppe Ferlicca
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