Viterbo – (p.p.) – “Così si condannano le Terme alla chiusura”.
Non trova parole per commentare i provvedimenti previsti nella delibera comunale sulla gestione delle Terme dei Papi con un taglio della portata d’acqua da 44 a 22 litri al secondo entro il 31 dicembre 2014.
Il primo agosto scade la concessione, che non prevede proroghe. Il comune, quindi, affiderà in custodia le risorse minerarie ai gestori, indicando anche la quantità di cui potranno disporre.
“Sono frastornato – commenta Fausto Sensi – perché pensavo di essere stato chiaro, ma l’amministrazione sembra non aver recepito quello che è importante. E’ impossibile gestire le Terme secondo le indicazioni contenute nella delibera. Sarebbe come condannarle definitivamente alla chiusura. Si vanifica tutto quello che è stato fatto con fatica e impegno per garantire un servizio di livello”.
Sensi auspica un cambio di passo. “Non capisco come si continui a portare avanti questa linea di condotta. Mi auguro che, essendo il consiglio comunale composto da tante persone, si possa arrivare a una nuova discussione”.
Il 22 luglio è stata inviata al sindaco una lettera dalle Tarme spa “scongiurare le esiziali conseguenze che ne deriverebbero” dall’applicazione delle indicazioni di gestione contenute nella delibera.
“C’è, innanzi tutto, da evidenziare il perdurare dei termini di incertezza e precarietà della durata di sub-concessione – si legge nella lettera -. In particolare viene programmata in nostro favore una gestione temporanea della miniera solo per il periodo dal 1/8/2014 al 26/10/2017 e a precise condizioni: riduzione dell’utilizzo di acqua termale ad un quantitativo di 22 litri/sec. provenienti dalle seguenti sorgenti. In merito alla prosecuzione dei termini di incertezza e precarietà della sub-concessione a cui la scrivente è tuttora sottoposta da codesta amministrazione, crediamo non improprio definire il sistema iniquo e letale per ogni sana gestione imprenditoriale”.
E ancora. “Per quanto riguarda, poi, le “condizioni” alle quali la “gestione temporanea” dovrebbe essere rilasciata dal 1/8/2014 al 26/10/2017, saltano subito all’occhio due evidenti aberrazioni: la drastica riduzione della disponibilità di acqua termale a 22 litri al secondo e l’assenza, tra le fonti di approvvigionamento, della storica Sorgente del Bullicame, pilastro fondante delle Terme Comunali, oggi Terme dei Papi, e del contratto di Appalto che ne disciplina la gestione”.
Prevista quindi la riduzione della cubatura della piscina o l’installazione dei serbatoi e altri accorgimenti tecnici per bilanciare il taglio. Una cosa su cui, per Sensi, non si può tacere. “Proviamo, inoltre, ad immaginare tempi e costi per realizzare l’opera di livellamento della piscina – continua la lettera -: chi dovrebbe sostenerli? E se poi il risultato non fosse soddisfacente o poco gradito alla Clientela? (che sarebbe sottoposta ad una modifica radicale di abitudini e modi di fruizione della piscina), dovremmo smantellare il tutto? Non vogliamo dilungarci, poi, sull’opportunità di installazione di sistemi di ricircolo all’acqua della piscina mai sperimentati con l’acqua del Bullicame, della quale conosciamo peraltro la preziosa “vitalità”. L’unico risultato certo sarebbe il degrado del servizio reso alla clientela“.
Impensabile, per Sensi, mettere in pratica certi provvedimenti. “Vogliamo il bene delle Terme e, negli anni, pensiamo di averlo dimostrato. Mi sembra assurdo annullare tutto questo, perché non c’è una di quelle proposte avanzate che sia razionale per una gestione sana e all’altezza dell’offerta attuale. Ok l’oculatezza ma pur sempre garantendo un servizio di qualità”.
Sensi è disposto a incontrare il sindaco Michelini. ” Certi parametri di gestione non possono essere messi in discussione – conclude Sensi -. Possiamo vederci con il sindaco per ribadire quello che già abbiamo detto più volte. Tutte le nostre decisioni sono fatte dal consiglio di amministrazione dell’azienda. E’ una voce unica che punta al bene della struttura”.
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