Viterbo – (g.f.) – Centinaia di migliaia di euro in risarcimento danni.
Il completamento del cimitero a Grotte santo Stefano rischia di costare caro all’amministrazione comunale, con la decisione di revoca del project financing alla ditta Silve, optando per procedere in proprio.
L’argomento arriverà in consiglio comunale e la società che si era aggiudicata i lavori avendo ottenuto come controparte la gestione dei cimiteri, ha scritto una lettera al presidente del consiglio Rossi e a tutti i capigruppo. Per invitarli a una riflessione.
“Nei prossimi giorni – scrive il presidente Silve Alberto Rossi – sarete chiamati a votare la revoca del project financing.
Poiché riteniamo opportuno, anche a motivo delle responsabilità che sarete chiamati ad assumere con l’espressione del voto, che la decisione sia presa sulla base d’informazioni quanto mai complete ed esaustive”.
Quindi l’invito a consultare le carte del procedimento, a partire dall’intervento predisposto dai legali Silve: “Dove sono analiticamente elencate – continua la lettera – le ragioni che a nostro avviso depongono nel senso dell’illegittimità della delibera.
Richiamiamo l’attenzione su questo atto, perché la delibera che sarà oggetto di discussione in consiglio interpreta le nostre considerazioni in senso diametralmente opposto a quello loro proprio, tentando di ricavare dalle nostre ragioni, pretesi elementi a sostegno della legittimità dell’atto”.
Per la revoca del project financing alla Silve spetta un indennizzo: “Doppio – scrive ancora Rossi – per la predisposizione della proposta e le spese di presentazione offerta per la gara”.
Ma per il presidente della società si trascura un elemento ben più importante: “Nell’eventualità in cui la delibera dovesse essere riconosciuta come illegittima dal Tar, al quale ci rivolgeremo a tutela dei nostri diritti d’impresa, l’indennizzo dovrà essere sostituito da un vero e proprio risarcimento del danno, ammontante a svariate centinaia di migliaia di euro”.
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