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Villa san Giovanni in Tuscia - Carabinieri - Un 54enne e la sua compagna incastrati dalle immagini di una videocamera - A casa avevano armi e materiale esplosivo

Furgone in fiamme, arrestata coppia

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Villa San Giovanni in Tuscia - Furgone in fiamme

Villa San Giovanni in Tuscia – Furgone in fiamme 

Villa San Giovanni in Tuscia - Furgone in fiamme

Villa San Giovanni in Tuscia – Furgone in fiamme 

Villa San Giovanni in Tuscia - Furgone in fiamme

Villa San Giovanni in Tuscia – Furgone in fiamme 

Villa San Giovanni in Tuscia – Furgone in fiamme, arrestata coppia.

Nella mattinata di ieri i carabinieri di Blera, diretti dal maresciallo Roberto Fareri, insieme ai colleghi della stazione di Barbarano Romano e del nucleo operativo della compagnia di Ronciglione, con una serrata e tempestiva indagine, hanno individuato il presunto responsabile dell’incendio di un autocarro avvenuto nella notte a Villa San Giovanni in Tuscia.

L’uomo, un pluripregiudicato di 54 anni originario della provincia di Siracusa e residente a Vetralla, dovrà rispondere di danneggiamento a seguito di incendio.

L’incendio del furgone di un artigiano, parcheggiato sulla pubblica via nei pressi di piazza Medichini, aveva suscitato attimi di paura dopo l’esplosione di una bombola di gpl che si trovava al suo interno e che fortunatamente non ha provocato ulteriori danni.

Come già annunciato stamattina, le indagini svolte dai carabinieri hanno consentito di raccogliere indizi nei confronti dell’uomo attraverso le telecamere di un esercizio commerciale. Dalle immagini si vedrebbe il 54enne allontanarsi con la propria auto insieme alla convivente che, quindi, dovrà rispondere per il concorso allo stesso reato.

I carabinieri, questa volta insieme ai colleghi di Vetralla agli ordini del maresciallo Adriano Marzi, nel corso della perquisizione dell’abitazione dei due hanno trovato e sequestrato una tanica contenente residui di liquido infiammabile, una pistola beretta calibro 9 corto, completa di due caricatori e 13 proiettili, un proiettile calibro 22, 33 detonatori, quattro metri di miccia a lenta combustione e tre candelotti di esplosivo, per un peso di circa 500 grammi, del tipo comunemente usato per ricerche geofisiche e in pessimo stato di conservazione.

Per i due sono scattate le manette e si trovano ora nelle carceri di Viterbo e Civitavecchia.


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7 luglio, 2014

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