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Estate viterbese - Spettacolare performance a piazza san Lorenzo nell'ambito del Tuscia operafestival coi 60 musicisti della guardia di finanza che hanno omaggiato il capoluogo - Il comandante Amaturo: "Siete un onore"

Ma poi la banda arrivò..

di Pippi
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Concerto della banda della guardia di finanza

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Concerto della banda della guardia di finanza

Concerto della banda della guardia di finanza

Concerto della banda della guardia di finanza

Concerto della banda della guardia di finanza

Concerto della banda della guardia di finanza

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Concerto della banda della guardia di finanza

Concerto della banda della guardia di finanza

Concerto della banda della guardia di finanza

Concerto della banda della guardia di finanza

Concerto della banda della guardia di finanza

Concerto della banda della guardia di finanza

Concerto della banda della guardia di finanza

Concerto della banda della guardia di finanza

Concerto della banda della guardia di finanza

Concerto della banda della guardia di finanza

Il tenente colonnello Leonardo Laserra Ingrosso

Il tenente colonnello Leonardo Laserra Ingrosso

Concerto della banda della guardia di finanza

Concerto della banda della guardia di finanza

Viterbo – Ma poi la banda arrivò… (galleryslideshow – video).

Spettacolare concerto della banda della guardia della finanza ieri sera a piazza san Lorenzo. In sessanta sono saliti sul palco per la performance nell’ambito del Tuscia operafestival.

Un viaggio musicale da Monteverdi a Nino Rota che si è concluso con un’intensa esecuzione dell’Inno nazionale suonato di fronte agli spettatori in piedi intenti ad ascoltare con le mani sul petto e lo sguardo rivolto al cielo.

Accese le luci sulla scena vuota, i musicisti sono entrati sorprendendo il pubblico alle spalle. Grande lo stupore e la curiosità nel vederli sfilare, a ritmo de tamburi, in divisa, con in capo il chepì e tra le mani gli strumenti. A dirigerli con grande passione e coinvolgimento il colonnello Leonardo Laserra Ingrosso.

Il repertorio dei brani è stato selezionato in onore di Viterbo e della sua tradizione culturale. Hanno aperto la serata la “Toccata” di Monteverdi e l'”Ouverture” di Handel. Due pezzi scelti per omaggiare il festival Barocco.

Così come l'”Aroldo” di Verdi che ha voluto ricordare il Tuscia operafestival, all’interno del quale, appunto, era inserita la serata.

Si è passati quindi ai ritmi spagnoleggianti del fandango e della jota con “El camino real” di Reed.

Il percorso musicale ha anche sconfinato oltreoceano, a San Diego, per tuffarsi nella musica sudamericana moderna con la “Conga del fuego nuevo” di Marquez dalla forte ed elettrizzante incisività ritmica resa dal suono dei tamburi.

La conclusione è stata affidata a Federico Fellini con un’antologia di alcuni dei brani più famosi, composti da Nino Rota, che hanno fatto da colonna sonora alle sue pellicole. Uno spazio dedicato al cinema considerato un naturale prolungamento della tradizione teatrale che si affianca all’opera.

Suggestive le esecuzioni di “Amracord” e della marcetta di “Otto e mezzo” sulla quale il pubblico è stato chiamato dal maestro a battere le mani a tempo di musica.

A grande richiesta degli spettatori, è arrivato il bis che la banda ha dedicato al “Nessun dorma” dalla Turandot di Puccini. Lunghi applausi hanno accompagnato verso la fine con la Marcia d’ordinanza di D’Elia e la chiusura d’effetto con l’Inno nazionale che gli spettatori hanno seguito in piedi.

Il sindaco Michelini e il maestro Stefano Vignati hanno ringraziato “per l’eccezionale musica eseguita”.

Le ultime parole della serata sono toccate al comandante provinciale della finanza Alfonso Amaturo: “Conosco e apprezzo le capacità dei musicisti della banda – ha detto -. Anche questo è un elemento di professionalità nelle forze di polizia e in quelle armate. Un patrimonio da conservare che fa onore alla finanza e alla nazione intera”.

I brani del concerto sono stati introdotti e spiegati dal luogotenente Marco Carnevali. Presenti tra il pubblico c’erano, tra gli altri, il vescovo Lino Fumagalli, il prefetto Antonella Scolamiero e il giudice Franca Marinelli.

Pippi


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26 luglio, 2014

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